I dentisti fanno studiare in laboratorio i loro rifiuti
Anche dentisti e odontoiatri sono preoccupati dell’attivazione del nuovo sistema di raccolta rifiuti con le calotte. C’è un lungo elenco di prodotti che attualmente vengono smaltiti come...
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Anche dentisti e odontoiatri sono preoccupati dell’attivazione del nuovo sistema di raccolta rifiuti con le calotte. C’è un lungo elenco di prodotti che attualmente vengono smaltiti come indifferenziati e che non rientrano tra i sanitari, dai guanti monouso alle mascherine, dalle cuffiette fino ai camici, le salviette, le buste termosaldate e carta o panni usati per la pulizia. Sono rifiuti che potrebbero essere riutilizzati, ma per i quali Hera non ha dato in diversi casi indicazioni diverse: per questo motivo, dopo l’incontro svolto nei giorni scorsi nella sede provinciale dell’associazione dentisti Andi e ondontoiatri, Aio, è stato deciso di far arrivare a Hera alcuni campioni di questi rifiuti, per verificare, attraverso esami di laboratorio, se possano essere avviati a qualche forma di riciclo. In questo momento, sottolineano dentisti e odontoiatri, vi è una «impossibilità di smaltire tali rifiuti solo una volta alla settimana in condizioni da rispettare le più elementari regole di salute pubblica, compreso quanto previsto» dalla legge, che dispone come «nelle adiacenze dei locali di lavoro e delle loro dipendenze, il datore di lavoro non può tenere depositi d’immondizie o di rifiuti», a meno che «non vengano adottati mezzi efficaci per evitare le molestie o i danni che tali depositi possono arrecare a lavoratori ed al vicinato». Dentisti e odontoiatri lamentano infine l’impossibilità di «utilizzare sacchi da 30 litri, come consigliato con le nuove modalità».
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