I reati contestati: dai falsi nei documenti agli inganni dei controllori
Sono quattro i reati contestati. Falso in prospetto: nei documenti a disposizione dei sottoscrittori delle azioni sarebbero stati inseriti dati non corrispondenti alla reale situazione economica di...
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Sono quattro i reati contestati. Falso in prospetto: nei documenti a disposizione dei sottoscrittori delle azioni sarebbero stati inseriti dati non corrispondenti alla reale situazione economica di Carife. Un inganno, secondo i pm, perché tanti ferraresi furono convinti che l’aumento di capitale era necessario per rafforzare la banca, mentre serviva solo alla sua sopravvivenza. Aggiotaggio: per aver ingannato i cittadini, azionisti, con notizie false ed esagerate.
Ostacolo alla vigilanza: nei documenti contabili Carife avrebbe fatto carte false, e li nascose ai controllori, Bankitalia e Consob. Che - questo emerso in Commissione bancaria - non incrociando i dati, non rilevarono i dati falsi.
Bancarotta patrimoniale: Carife scambiò azioni con CariCesena e Valsabbina, raggiungendo solo così la quota di 150 milioni imposti da Bankitalia: in realtà, sempre secondo l’accusa, il traguardo fu solo fittizio.
Ostacolo alla vigilanza: nei documenti contabili Carife avrebbe fatto carte false, e li nascose ai controllori, Bankitalia e Consob. Che - questo emerso in Commissione bancaria - non incrociando i dati, non rilevarono i dati falsi.
Bancarotta patrimoniale: Carife scambiò azioni con CariCesena e Valsabbina, raggiungendo solo così la quota di 150 milioni imposti da Bankitalia: in realtà, sempre secondo l’accusa, il traguardo fu solo fittizio.
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