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Neuropsichiatria infantile ora c’è una nuova Casa

Neuropsichiatria infantile ora c’è una nuova Casa

Inaugurati ieri gli spazi del servizio alla Cittadella San Rocco nell’ex “Sant’Anna” Venti ambulatori, sale per la riabilitazione ed i colloqui. I pazienti sono 1.333

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La Casa della salute Cittadella San Rocco si sta popolando sempre più con percorsi condivisi ed integrati con le varie professionalità già presenti, e ieri è stata inaugurata la nuova sede del Servizio di neuropsichiatria infantile che segue 1.333 pazienti.

Proveniente dal “Pellegrino”, ora si trova nell’Area 7 al primo piano, dove un tempo era il reparto di ematologia, in uno spazio accogliente, una ventina di ambulatori, sale per riabilitazione e colloqui. «In questo servizio – ha detto Chiara Benvenuti direttore del distretto centro nord – operano 5 psicologi, 2 neuropsichiatri, 9 educatori, 5 logopedisti, 2 ma saranno presto 3, fisioterapisti, che seguono un’utenza con problematiche relative alla sfera motoria, neuro sensoriale e cognitivo comportamentale di età tra 0 e 18 anni e che potranno avere possibilità di interagire con altri percorsi terapeutici ed assistenziali dell’intero dipartimento di cure primarie ed i servizi sociali dell’Asp presenti nella Cittadella».

San Giorgio dunque si è svuotato: a Cona per la parte riabilitativa, ed ora quest’ultimo trasferimento della neuropsichiatria infantile, ma molto altro si farà all’ex “Sant’Anna, come ha promesso Claudio Vagnini direttore generale dell’Azienda Usl di Ferrara.

«Stiamo provvedendo per spostare qui la fisioterapia e l’odontoiatria – ha annunciato – Tornando ad oggi il momento è importante poiché favorisce una collaborazione determinante con varie realtà, tra cui l’associazione “Vola nel cuore” con la quale abbiamo arredato recentemente lo stesso Centro a Comacchio aperto dalle 8 alle 20; e per questa nuova sede il presidente Menabò ci ha fornito una importante strumentazione. Avere qui la presenza del volontariato anche rappresentato da altre associazioni facilita l’attività di prevenzione che vogliamo attuare».

Esprime tutto il suo compiacimento per l’impegno dimostrato da tutti gli operatori del servizio di neuropsichiatria che non si sono sottratti alle ore extra per consentire un veloce trasferimento, Paola Carrozza direttore del dipartimento salute mentale che sottolinea anche unicità di questo «modello» in tutta la regione e tra i pochi a livello nazionale.

«Nato dieci anni fa – ha proseguito la Carrozza – si dedica all’infanzia, all’adolescenza ed alla età adulta, rappresentando così il servizio centrale di questo settore. La malattia infatti è presente fin dai primi anni di vita e da queste unità operative dipende il destino di molte persone, per cui non ci si deve riferire solo alla dimensione sanitaria; non sono esclusi i casi di maltrattamento e di abusi».

Margherita Goberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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