scuola e occupazione
Aleotti, tecnico delle acque Corso per nuova professione
«Una nuova risorsa per il territorio, un nuovo futuro per i nostri ragazzi, un nuovo indirizzo didattico all’istituto per geometri»; questo il biglietto da visita del corso “Tecnico delle acque” che...
2 MINUTI DI LETTURA
«Una nuova risorsa per il territorio, un nuovo futuro per i nostri ragazzi, un nuovo indirizzo didattico all’istituto per geometri»; questo il biglietto da visita del corso “Tecnico delle acque” che la scuola Aleotti inizierà a formare dal prossimo anno scolastico; iscrizioni dal prossimo gennaio.
«Si tratta di un percorso quinquennale dell’istruzione professionale – ha illustrato il preside Francesco Borciani – si concluderà con un diploma di Stato e porterà a formare una figura professionale del tecnico di “Gestione delle acque e risanamento ambientale” che promuoverà la tutela, il ripristino e la valorizzazione delle risorse idriche di superficie e del sottosuolo e del contesto ambientale in cui ricadono. Insomma uno specialista di tutto quanto riguarda l’acqua, la risorsa più importante della nostra terra. Il nostro istituto è già pronto con i suoi docenti ed i suoi Laboratori per avviare questo percorso che darà anche ottime opportunità lavorative».
Gli anni previsti sono 5 suddivisi in un biennio dove le materie base interesseranno 18 ore settimanali e quelle professionali 14; numeri che si invertiranno nel triennio quando inizieranno anche i rapporti con il mondo del lavoro; il diploma aprirà eventualmente si volesse proseguire gli studi, anche la strada dell’Università. L’acqua è il grande tema che in tutto il mondo è legato allo sviluppo sostenibile ed è per questo che il Ministero ha previsto questa nuova figura, condivisa dalla Regione che si svilupperà per ora nelle città di Piacenza soprattutto per il settore agricolo, a Parma dove le esondazioni sono un costante pericolo, a Reggio ed a Ferrara la cui esperienza e competenza in fatto di terre e di acque, è riconosciuta e legata alla presenza di diversi Consorzi di bonifica.
A rappresentare questo settore c’era il presidente ferrarese Franco Dalle Vacche che oltre a ricordare la grande carta delle bonifiche presente a Palazzo Crispi ( Via Borgoleoni) ha evidenziato le grandi prospettive lavorative di questo futuro tecnico. I nuovi diplomati potranno infatti essere assunti da Enti pubblici territoriali (Comuni, Province, Regione, amministrazioni dello Stato) aziende pubbliche e private per l’erogazione dei servizi pubblici, saranno addetti alla gestione di reti ed impianti idrici, del monitoraggio e del controllo delle risorse idriche e degli interventi per il riutilizzo delle acque reflue; potranno diventare progettisti di sistemi di gestione ambientale e sicurezza, tecnici per aziende di fornitura di acqua potabile , nel settore dei servizi, delle utenze delle Multi Utilità, dei Consorzi di bonifica e per i servizi legati alla Protezione civile ed altro ancora.
Margherita Goberti
«Si tratta di un percorso quinquennale dell’istruzione professionale – ha illustrato il preside Francesco Borciani – si concluderà con un diploma di Stato e porterà a formare una figura professionale del tecnico di “Gestione delle acque e risanamento ambientale” che promuoverà la tutela, il ripristino e la valorizzazione delle risorse idriche di superficie e del sottosuolo e del contesto ambientale in cui ricadono. Insomma uno specialista di tutto quanto riguarda l’acqua, la risorsa più importante della nostra terra. Il nostro istituto è già pronto con i suoi docenti ed i suoi Laboratori per avviare questo percorso che darà anche ottime opportunità lavorative».
Gli anni previsti sono 5 suddivisi in un biennio dove le materie base interesseranno 18 ore settimanali e quelle professionali 14; numeri che si invertiranno nel triennio quando inizieranno anche i rapporti con il mondo del lavoro; il diploma aprirà eventualmente si volesse proseguire gli studi, anche la strada dell’Università. L’acqua è il grande tema che in tutto il mondo è legato allo sviluppo sostenibile ed è per questo che il Ministero ha previsto questa nuova figura, condivisa dalla Regione che si svilupperà per ora nelle città di Piacenza soprattutto per il settore agricolo, a Parma dove le esondazioni sono un costante pericolo, a Reggio ed a Ferrara la cui esperienza e competenza in fatto di terre e di acque, è riconosciuta e legata alla presenza di diversi Consorzi di bonifica.
A rappresentare questo settore c’era il presidente ferrarese Franco Dalle Vacche che oltre a ricordare la grande carta delle bonifiche presente a Palazzo Crispi ( Via Borgoleoni) ha evidenziato le grandi prospettive lavorative di questo futuro tecnico. I nuovi diplomati potranno infatti essere assunti da Enti pubblici territoriali (Comuni, Province, Regione, amministrazioni dello Stato) aziende pubbliche e private per l’erogazione dei servizi pubblici, saranno addetti alla gestione di reti ed impianti idrici, del monitoraggio e del controllo delle risorse idriche e degli interventi per il riutilizzo delle acque reflue; potranno diventare progettisti di sistemi di gestione ambientale e sicurezza, tecnici per aziende di fornitura di acqua potabile , nel settore dei servizi, delle utenze delle Multi Utilità, dei Consorzi di bonifica e per i servizi legati alla Protezione civile ed altro ancora.
Margherita Goberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
