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Eder fa ricorso, gelo dei Cenci

Eder fa ricorso, gelo dei Cenci

Il papà del ragazzo ucciso a Valencia: «Comportamento illogico che rinnova il nostro strazio»

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FERRARA. Il 4 ottobre Eder Guidarelli, in carcere per l’omicidio di Marcello Cenci a Valencia, è stato condannato a 3 anni in abbreviato per stalking nei confronti della sua vittima. In questi giorni gli avvocati difensori di Guidarelli hanno presentato Appello, circostanza che ha suscitato nel papà del ragazzo ucciso, Mario Cenci, amarezza e delusione. Lo premette, Mario Cenci, nella lettera inviata ai giornali, di parlare come «un padre che ha appena perso un figlio». «Non sono un giurista», aggiunge, ma pensando e scrivendo non da giurista, spiega di sentirsi tradito da questa richiesta di riduzione della pena, dopo ciò a cui aveva assistito al processo di primo grado: «In quell’occasione ero presente in Tribunale, gli avvocati dell’assassino non hanno avuto nessuna obiezione circa le responsabilità degli atti di stalking verso mio figlio Marcello e si sono unicamente appellati alla clemenza del Tribunale. Infatti la sentenza indica proprio che “i difensori dell’imputato non hanno espresso riserve sulla ricostruzione dei fatti operata dall’accusa, rimettendosi a giustizia in sede di discussione”».

È indubbiamente un diritto, prosegue, ricorrere in Appello, «ma penso che l’imputato se avesse potuto in qualche modo difendersi lo avrebbe potuto fare durante la discussione per l’udienza di abbreviato richiesta da lui stesso, con conseguente sconto di pena. Non si è difeso, ha beneficiato dello sconto di pena, ed ora appella la sentenza. Per i fatti di stalking Eder Guidarelli è stato così condannato a soltanto 3 anni di reclusione nonché interdetto dai pubblici uffici per la durata di anni cinque, con concessione di una provvisionale alla nostra famiglia mai pervenuta dall’imputato o da altri: ulteriore segnale di mancanza di rispetto nei nostri confronti e nei confronti della Legge».

Un comportamento che il signor Cenci, da «non-tecnico», ritiene «illogico e logorante verso una famiglia che ha già fin troppo sofferto per la perdita brutale del figlio, verso una famiglia che vivrà le prossime festività del Natale per la prima volta senza Marcello e a cui saranno riservate ulteriori sofferenze morali ed economiche». Non meno dolorosa e avvilente, prosegue Mario Cenci, il braccio di ferro giudiziario tra Italia e Spagna per stabilire in quale Paese debba essere processato Eder per l’omicidio di Marcello, avvenuto a Valencia il 2 luglio scorso. Una diatriba che il papà di Marcello giudica «quasi stucchevole» se confrontata alla volontà della sua famiglia di avere giustizia per la perdita di Marcello.

«Personalmente e come famiglia cerchiamo giustizia e non vendetta e confidiamo che non si percorrano giochi giuridici per arrivare a soluzioni di comodo o semplicistiche. Ritengo e ribadisco che i diritti della vittima e della mia famiglia possono essere racchiusi in un semplice concetto: giustizia. È a questo concetto che continuo a credere per nostro figlio Marcello», conclude Mario Cenci.

«Non si poteva far passare in giudicato la sentenza - spiega l’avvocato Eugenio Gallerani che con il collega Giacomo Forlani difende Eder Guidarelli - Saremmo venuti meno al nostro dovere professionale. Nell’Appello non chiediamo l’assoluzione dell’imputato, ma la valutazione di alcuni elementi per una riduzione di pena».
 

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