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Ex fornace di Campotto escluse tracce di amianto

Ex fornace di Campotto escluse tracce di amianto

I rilievi effettuati hanno dato esito negativo, non c’è presenza di fibre nell’aria L’assessore Chiarini: bonifica finita, c’è la volontà di un’ulteriore riqualificazione 

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ARGENTA. «Tutte le verifiche effettuate con il "naso elettronico" hanno dato esito negativo, ovvero non hanno riscontrato la presenza alcuna di fibre di amianto nell’aria».

A evidenziare la situazione post bonifica dell’ex fornace di Campotto è l’assessore all’ambiente Marco Chiarini, che ha fatto il punto su un’area al centro di continue vicissitudini fin dal 2009 compreso un recente esposto alla Procura della Repubblica presentato dal Movimento 5 Stelle di Argenta.

Di questo nuova puntata sull’ex fornace si è parlato nell’ultima seduta del consiglio comunale, con un’interrogazione di Luca Simoni, capogruppo del Pd ad Argenta. Per chiarire una volta per tutte la vicenda Simoni ha chiesto se sono state fatte le indagini ambientali e quali i risultati; se l’opera di bonifica si è conclusa, se l’area verrà rivalutata e soprattutto, se questo episodio determini un elemento di valutazione rispetto al riconoscimento Mab Unesco.

«Così come previsto dal piano di smaltimento dei manufatti e cumuli di macerie contenenti amianto approvato dalla sezione provinciale dell'Asl - ha ufficializzato l’assessore Chiarini - sono state effettuate sull’area le analisi di tipo ambientale prima, durante e a seguito dei lavori di bonifica, per verificare la presenza di fibre di amianto nell'aria circostante il sito ex fornace di Campotto». Fin qui la rassicurazione indispensabile per la gente del paese in quanto, secondo le analisi fatte, non ci sono fibre di amianto nell’aria.

Guardando alla bonifica, «E’ da considerarsi conclusa - ha aggiunto l’assessore -. È stato completato lo smaltimento dei cumuli di macerie edilizie contenenti tracce di amianto, della copertura del capannone centrale in cemento-amianto e anche di tutti i manufatti in cemento-amianto presenti nell'area così come di quelli presenti nel fabbricato della fornace, in specifico le tubazioni. Ulteriori analisi, ad esempio del sottosuolo e delle falde, saranno valutate di concerto con Asl e Arpae».

Riguardo al riconoscimento Mab Unesco «La bonifica e la situazione dell’area non hanno avuto alcun impatto, oggi a maggior ragione che l’area è da ritenersi bonificata. Il riconoscimento Mab infatti - ha spiegato Chiarini - si fonda sull’idea che sviluppo socio-economico e conservazione degli ecosistemi e della diversità biologica e culturale non siano incompatibili fra di loro. La presenza del sito ex fornace è da considerarsi alla stregua delle aree artigianali o industriali che possono o meno fare parte di un territorio Mab Unesco».

Sul futuro dell’area: «La proprietà ha espresso la volontà di procedere ulteriormente con la riqualificazione dell’area per la sua vendita e tenerla sotto controllo in modo da evitare che possa diventare nuovamente un’area di abbandoni e versamenti illeciti di rifiuti». (g.c.)

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