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"L'azienda non risponde sugli organici": sciopero in Yara

Il petrolchimico che ospita gli impianti Yara
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Il petrolchimico che ospita gli impianti Yara

Ferrara, confermata l'agitazione con riduzione del carico di lavoro negli impianti di ammoniaca e urea

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FERRARA. Yara chiede ai dipendenti "ulteriore incremento di produttività", introducendo "meccanismi organizzativi incerti che potrebbero scaricarsi anche sull'affidabilità degli impianti e sulle condizioni di lavoro". Il tutto senza dare risposta su quanto previsto dagli accordi sugli organici del2015 e 2016. Questi sono i motivi per i quali i rappresentanti sindacali dello stabilimento di fertilizzanti parte integrante del petrolchimico, hanno confermato lo sciopero con riduzione del carico di lavoro, che nei prossimi 14 giorni provocherà una perdita di produzione pari a circa 24 ore di attività degli impianti di ammoniaca e urea.

La conferma dell'agitazione arriva dopo il "nulla di fatto", dicono Rsu, Filtcem Cgil e Femca Cisl, dell'incontro del 18 dicembre, sulla piattaforma sindacale "che chiedeva un'implementazione di risorse in alcuni reparti/strutture in difficoltà. La Direzione continua a dare risposte negative, ritenendo superata quella fase e negando l'esistenza della stessa piattaforma da cui peraltro sono scaturiti due accordi tra le parti". Lavorare con impegno ed equilibrio, sottolineano i sindacati, "deve costituire la normalità, per uno stabilimento che per sue caratteristiche normative è normato dalla legge 105/2015 come impianto a rischio rilevante. L'esatto contrario del mantenere un intreccio tra utilizzo delle prestazioni straordinarie, una programmazione lavorativa emergenziale e sempre per priorità, addestramenti formativi più frettolosi, responsabilità e copertura di mansioni polivalenti concentrate su un numero insufficienti di addetti".

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