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Le due tonnellate di droga bruciate nell’inceneritore

Le due tonnellate di droga bruciate nell’inceneritore

Macché polveri sottili: nell’aria della città i fumi del carico record di marijuana sequestrato. E per l’albanese arrestato dai carabinieri scatta il processo immediato 

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FERRARA. Chissà se le centraline di controllo dell’aria che respiriamo a Ferrara hanno registrato qualcosa di anomalo due settimane fa? Non parliamo certo di pm 10, le polveri sottili incubo di tantissime città per via dell’inquinamento da gas di scarico e riscaldamento, ma di ben altre sostanze: quelle prodotte dalla combustione nei forni dell’inceneritore di Cassana di oltre 2 tonnellate di marijuana e hashish, il carico sequestrato ai Lidi, nell’ottobre scorso, ai trafficanti di droga albanesi che avevano fatto arrivare sulla spiaggia della nostre coste il carico. Un centinaio di “balle” di marijuana che una dopo l’altra sono finite nella pancia dell’inceneritore sotto il controllo dei carabinieri di Ferrara e Comacchio: una operazione dovuta al fatto che per una tale quantità non c’era più uno spazio ad hoc e dunque, per praticità, si è scelto di bruciare tutto.

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E così, è ben facile ironizzare sui motivi per cui in quei giorni a ridosso di due settimane fa vi possiate esser sentiti un po’ su di giri, visto che nell’aria c’era tanto “fumo”. Dal punto di vista di prova, gli inquirenti hanno comunque prelevato campioni di tutto il materiale, questi sì da archiviare, per poter estrarre i principi attivi della droga e metterli a disposizione eventuale della difesa. Anche perchè, ormai, il processo è fissato a breve: la procura ha infatti chiesto il giudizio immediato (ossia senza nessuna tappa intermedia prima del processo) e il tribunale fisserà l’udienza ai primi mesi del 2018 contro Rolando Rapaj, il ragazzo albanese di 19 anni, originario di Valona (città-capitale della droga in Albania), unico arrestato durante il blitz dei carabinieri in Italia. Il ragazzo finora non ha mai dato risposte alle domande di magistrati e carabinieri sul suo ruolo nello “sbarco” della droga a Lido Spina la notte del 17 ottobre scorso, sulla spiaggia della riserva naturale delle Vene di Bellocchio.

E quasi ovvio ricordarlo, la posizione penale di Rapaj è gravissima: gli viene contestato il concorso in detenzione e traffico internazionale di stupefacenti, rischia oltre 10 anni di carcere ma nonostante tutto questo non ha mai aperto bocca per collaborare con i magistrati e dopo un avvocato d’ufficio ferrarese ora ha un legale di fiducia. Secondo le prime indagini, Rapaj potrebbe far parte di una grossa organizzazione, o meglio avrebbe lavorato per conto di questa. Le indagini dei carabinieri di Ferrara e Comacchio portano tutte in Albania e visto il livello dell’organizzazione che sta dietro a questo carico di droga, oltre la procura di Ferara anche la Direzione antimafia si sta occupando del caso, alla luce di un altro sequestro record avvenuto sempre sulle nostre coste nel ravennate, dove è stato scoperto un altro carico di quasi 3 tonnellate. Che verrà bruciato anche queste: e meglio sarebbe diramare un allerta sull’aria che si respirerà. (d.p.)
 

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