La Nuova Ferrara

Ferrara

Pronto il piano per gestire il super afflusso di pazienti

di Marcello Pulidori
Pronto il piano per gestire il super afflusso di pazienti

Riguarda soprattutto il pronto soccorso ma ha riflessi in tutti i reparti  Un “nucleo di crisi” in azione nei casi di sovraffollamento dell’unità operativa

3 MINUTI DI LETTURA





Un piano per gestire il sovraffollamento di pazienti attraverso l’osservazione di indicatori, e l’aumento, nei casi di necessità, sia di medici che di infermieri. È una delle “ricette” individuate dai vertici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria per far fronte ad eventuali super afflussi al pronto soccorso. In caso queste problematiche si verificassero è addirittura prevista l’attivazione di un team aggiuntivo in pronto soccorso; il blocco parziale dell’attività programmata in radiologia per dedicare la diagnostica all’attività di pronto soccorso; il potenziamento dei servizi, ad esempio i trasporti; ed ancora, l’attivazione nello stesso pronto soccorso di un’area cosiddetta Obi (Osservazione Breve Intensiva), che può arrivare fino a 8 postazioni. Le verifiche, che saranno effettuate a breve, consentiranno di mettere ulteriormente a regime il nuovo piano per affrontare gli afflussi straordinari al pronto soccorso e gestire le emergenze.

Rilevanti anche i numeri presentati, grazie ai quali è possibile fare un raffronto con il passato ma soprattutto gestire le emergenze del futuro.

L’ospedale di Cona ha una capacità di 658 posti letto ordinari (in aumento rispetto all’anno scorso), 22 posti letto di day hospital e 30 posti letto di day surgery.

Il pronto soccorso, per definizione, da sempre rappresenta la porta d’ingresso all’ospedale, quella in cui il paziente viene presa in carico dalla struttura ospedaliera e quella da cui il paziente viene trasferito nei reparti. L’aumento del personale è stata una delle chiavi di volta per poter far fronte ad un eventuale afflusso straordinario di pazienti che si “riversano” sul pronto soccorso; personale in più ha voluto anche dire creazione di un team (medici e infermieri) dedicato all’alta intensità, vale a dire le patologie importanti.

Anche la Regione, chiaramente, ha fatto la sua parte: da Bologna sono, difatti, partite le linee di indirizzo per la gestione dei sovraffollamenti indicando come obiettivo la redazione dei piani. Il piano prevede lo studio di indicatori capaci di tastare il polso proprio riguardo ai super afflussi di pazienti nel pronto soccorso: questi indicatori sono i posti letto, i pazienti in carico al pronto soccorso, i pazienti in codice rosso (il codice rosso indica un soggetto con almeno una delle funzioni vitali compromessa, che si trova quindi in immediato pericolo di vita). Altri importanti indicatori sono il tempo di attesa massimo per il ricovero, i pazienti che sono invece in attesa di ricovero e il tempo di attesa della prima visita. All’ospedale di Cona la valutazione di questi indicatori è attivo dallo scorso settembre.

La modifica sia strutturale che organizzativa in pronto soccorso ha permesso la creazione di open space e divisione dell’attività in due aree distinte Area A, cioè ad alta intensità di cure e/o ad alta complessità assistenziale. A quest’area afferiscono i pazienti in codice rosso, codice giallo e codice verde.

C’è poi anche un’area B di cure a medio/bassa intensità.

A presentare il piano sono stati ieri i dirigenti della sanità ferrarese: Eugenio Di Ruscio direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero universitaria e Tiziano Carradori direttore generale.

Assieme a loro, per entrare nel dettaglio delle diverse competenze, sono intervenuti anche Mauro Taglioni, Roberto Bentivegna, Mauro Marabini direttore sanitario dell’Azienda Usl, Andrea Strada direttore del pronto soccorso di Cona e Adelina Ricciardelli direttore dei pronti soccorsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google