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Lavori post sisma Il comitato si rivolge all’Unione europea

Lavori post sisma Il comitato si rivolge all’Unione europea

Chieste le motivazioni dei 530 milioni dati alla Regione Presentate 230 segnalazioni alla procura

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CENTO. «Il terremoto, è il più grande scandalo della storia della Repubblica Italiana. Un sistema trasversale, un affare d'oro su cui tutti i partiti hanno messo mano. Ora attendiamo il parere della Commissione Europea».

Il Comitato Verifica Ricostruzione traccia il bilancio dopo 10 mesi di attività tra Cento e l'Alto Ferrarese, e il Modenese, nel corso del 2017.

A fare il punto, i componenti Marco Mattarelli, Nelson Zagni, Mirco Gallerani, Lorenzo Baruffaldi, Michele Testa, Andrea Zaniboni. Poi a gennaio, appuntamento a Bologna con il parlamentare europeo Marco Affronte, che «ha presentato per noi domanda sulle motivazioni dei 530 milioni che Commissione europea ha dato alla Regione Emilia Romagna per la ricostruzione».

I numeri di un anno di lavoro: «Presentate circa 230 segnalazioni alla procura della Repubblica tra esposti con fotografie ed esposti scritti. Solamente oggi cinque nuovi casi anomali, che presenteremo alla guardia di finanza. Ad oggi tuttavia nessuna reazione ufficiale. È disarmante constatare il silenzio di tutta la politica. Dal Partito democratico in poi, ma anche le autorità competenti, li riteniamo responsabili di non agire di fronte a quella che per noi è un'evidente ruberia, messa in atto attraverso un sistema che prevede la ricostruzione, con pratiche non dovute, di fienili già distrutti prima del terremoto. Inaccettabile, quando ancora migliaia di persone attendono di rientrare nella propria abitazione. È grave che in altre parti terremotate d'Italia, le autorità abbiano denunciato il sistema, mentre da queste parti non è accaduto».

E le gru, fa notare il Comitato, con la proroga al 2020, non fanno che aumentare: «Eppure è già tutto documentato. Su 400 milioni assegnati tramite il Mude, per noi 34milioni, e 7milioni di Sfinge, possono essere ricondotti a casi anomali. Su 5,5 miliardi per la ricostruzione, circa 500 milioni di contributi riteniamo assegnati in modo perlomeno dubbio. Nel disastro finanziario in cui si trova l'Italia, questo assalto al denaro pubblico va denunciato. E' un dovere da cittadini. Il solo consenso raccolto, è quello delle forze dell'ordine».

Mattarelli si dice ancor più esterrefatto «del silenzio della città di fronte all'imminente perdita della propria banca, un'azienda con 160 anni di storia. intanto il termine della verifica dei dati di bilancio (due diligence) è stato prorogato al 31 gennaio».

Una battaglia, quella condotta dal Cvr contro un sistema di ricostruzione, che ha portato Lorenzo Baruffaldi a «presentare denuncia per tentato omicidio. Chi ha tentato di gettarmi nel fosso – racconta -, ha fatto ricorso. A primavera andremo a processo. E tutto per segnalazioni e denunce fatte per due casi anomali di ricostruzione. Poi sono anche indagato per diffamazione, da parte di dirigenti del Comune di Terre del Reno».

Beatrice Barberini

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