«Non rispetta gli accordi» Yara nel mirino sindacale
I rappresentanti dei dipendenti: organici insufficienti, si lavora in emergenza Sciopero fino al 3 gennaio con la riduzione della capacità degli impianti
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Yara chiede ai dipendenti «ulteriore incremento di produttività», introducendo «meccanismi organizzativi incerti che potrebbero scaricarsi anche sull'affidabilità degli impianti e sulle condizioni di lavoro». Il tutto senza dare risposta su quanto previsto dagli accordi sugli organici del 2015 e 2016, che tra l’altro prevedevano che «le figure professionali vicine alla maturazione dei requisiti pensionistici saranno sostituite per tempo» e che per il 2017 verranno subito attivate le azioni necessarie per la sostituzione di 3 unità». Questi sono i motivi per i quali i rappresentanti sindacali dello stabilimento di fertilizzanti, parte integrante del petrolchimico, hanno confermato lo sciopero con riduzione del carico di lavoro, che nei prossimi 14 giorni (fino al 3 gennaio) provocherà una perdita di produzione pari a circa 24 ore di attività degli impianti di ammoniaca e urea. La conferma dell'agitazione arriva dopo il «nulla di fatto», dicono Rsu, Filtcem Cgil e Femca Cisl, dell'incontro del 18 dicembre, sulla piattaforma sindacale «che chiedeva un'implementazione di risorse in alcuni reparti/strutture in difficoltà. La Direzione continua a dare risposte negative, ritenendo superata quella fase e negando l'esistenza della stessa piattaforma da cui peraltro sono scaturiti due accordi tra le parti». Lavorare con impegno ed equilibrio, sottolineano i sindacati, «deve costituire la normalità, per uno stabilimento che per sue caratteristiche normative è normato dalla legge 105/2015 come impianto a rischio rilevante. L'esatto contrario del mantenere un intreccio tra utilizzo delle prestazioni straordinarie, una programmazione lavorativa emergenziale e sempre per priorità, addestramenti formativi più frettolosi, responsabilità e copertura di mansioni polivalenti concentrate su un numero insufficienti di addetti». Nel documento di Rsu, Filtcem e Femca si ricorda inoltre che «i lavoratori, con la loro disponibilità e responsabilità, hanno sempre accompagnato la crescita e il risultato degli investimenti, senza i quali ogni ipotesi di beneficio nell’economia aziendale non avrebbe senso. Ma i lavoratori non possono sostituirsi ad una responsabilità che è solo dell’impresa, nel dare risposte occupazionali adeguate a sostenere i bisogni dell’attività, nell’evitare blocchi d’impianto e mantenere efficiente l’assetto delle apparecchiature».
Tra sindacati e azienda non coincidono nemmeno i dati sull’organico, punto di partenza per le valutazioni sul fabbisogno. Secondo i rappresentanti dei lavoratori sono 133 i dipendenti ferrarese della multinazionale nordica, e la carenze riguardano 4-5 unità. Si sono già svolti due scioperi in stabilimento a sostegno di questa vertenza, l’ultimo dei quali mercoledì, di 4 ore. La nuova agitazione è partita già nella mattinata di mercoledì e segna la salita di un gradino nella scala dello scontro. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tra sindacati e azienda non coincidono nemmeno i dati sull’organico, punto di partenza per le valutazioni sul fabbisogno. Secondo i rappresentanti dei lavoratori sono 133 i dipendenti ferrarese della multinazionale nordica, e la carenze riguardano 4-5 unità. Si sono già svolti due scioperi in stabilimento a sostegno di questa vertenza, l’ultimo dei quali mercoledì, di 4 ore. La nuova agitazione è partita già nella mattinata di mercoledì e segna la salita di un gradino nella scala dello scontro. (s.c.)
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