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«Rifiuti Karin B a Ca’ Leona» Un esposto alla Prefettura

«Rifiuti Karin B a Ca’ Leona» Un esposto alla Prefettura

I prodotti agroalimentari coltivati nell’area dell’ex discarica Ca’ Leona devono essere analizzati, perché c’è il «ragionevole dubbio» che i terreni siano stati contaminati dai rifiuti tossici della...

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I prodotti agroalimentari coltivati nell’area dell’ex discarica Ca’ Leona devono essere analizzati, perché c’è il «ragionevole dubbio» che i terreni siano stati contaminati dai rifiuti tossici della “Karen B”, la “nave dei veleni” il cui carico venne in parte smaltito proprio a Ferrara nel 1989. A chiederlo sono l’ex agente municipale Stefano Bulzoni, referente dell’associazione Amici della Terra, e la consigliera del Movimento 5 Stelle Ilaria Morghen. La richiesta è contenuta nell’esposto presentato al Prefetto di Ferrara il 19 dicembre, nel quale si chiede l’applicazione dell’articolo 54 del Testo Unico degli Enti Locali (Tuel), che dà al rappresentante del Governo il potere di ispezionare l’attività del sindaco e di sostituirlo «nel sequestro preventivo dei terreni di Ca’ Leona fino al rilascio delle certificazioni Asl di idoneità agroalimentare». L’attenzione sui terreni di Ca’ Leona si era accesa già la scorsa primavera con le dichiarazioni del pentito di camorra Nunzio Perella, secondo il quale nell’area di Ca’ Leona sarebbero stati occultati rifiuti tossici.

Ne era seguito un fuoco di fila di accuse ed esposti alla procura da parte degli stessi Amici della Terra, al quale l’amministrazione comunale aveva replicato presentando a sua volta un esposto alla procura per procurato allarme. Oggi si torna a parlare di Ca’ Leona in relazione alla Karen B: Bulzoni espone dubbi sulla reale quantità di rifiuti smaltiti a Ferrara, e punta il dito sulla coincidenza tra la presenza di Pcb (policlorobifenili, una sostanza altamente tossica) sia nei fusti della Karen B, sia nei terreni di Ca’ Leona, dove l’Arpa nel 2005 - scrive Bulzoni - aveva certificato valori superiori 400 volti ai limiti di legge.

Affermazioni alle quali il sindaco Tagliani replica ribadendo di aver «già provveduto, ormai da alcuni mesi, a inoltrare alla Procura di Ferrara un formale esposto (corredato da tutta la documentazione), affinché quest’ultima possa valutare la sussistenza di qualsivoglia ipotesi di reato.

Credo importante sottolineare che, almeno da quel momento, ciascuno si assume in tutte le sedi la responsabilità delle proprie affermazioni».



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