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Accusato di aver ordinato l’uccisione della ex: assolto

di Alessandra Mura
Accusato di aver ordinato l’uccisione della ex: assolto

Bondeno. Lo sfogo della mancata vittima: «Cosa imparerà da questa sentenza? Che potrà farmi del male». L’imputato era già stato condannato ed è detenuto per aver tentato di uccidere la donna sette anni fa

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BONDENO. «Quando il giudice ha finito di leggere il verdetto sono rimasta senza parole, non riuscivo nemmeno a parlare. È stato assolto perché non c’è stato il morto, questa è la verità. Ma mi chiedo: cosa può avergli insegnato questa sentenza? Che tra poco, quando uscirà di prigione, potrà farmi del male. Sono avvilita, arrabbiata e sconvolta».

Lo sfogo è di Lucia Panigalli, la donna che già una volta , nel 2010, aveva rischiato di morire per mano del suo ex compagno. Lui, Mauro Fabbri, agricoltore di Bondeno condannato a 8 anni e 4 mesi per tentato omicidio, era finito di nuovo a processo con l’accusa di aver commissionato dal carcere l’uccisione della donna, per non doverle pagare i 500mila euro di risarcimento.

Fabbri, difeso dagli avvocati Dario Bolognesi e Marcello Rambaldi, ieri (22 dicembre) è stato assolto dal giudice Monica Bighetti. «Il tribunale ha correttamente applicato quanto previsto dal codice penale in materia di delitto tentato - commentano ora i difensori di Fabbri - era inverosimile ipotizzare il tentativo in mancanza di qualsiasi atto esecutivo. Il nostro assistito è stato assolto perché il fatto non costituisce reato».

Ma la logica processuale va stretta, strettissima a chi, come la signora Lucia, nel 2010 si è salvata da una coltellata mortale alla gola solo grazie a una sciarpa, e pochi anni dopo è stata informata che il suo aguzzino, mentre stava scontando la condanna in carcere, aveva pagato 25mila euro a un compagno di cella bulgaro, Dobrev Radev, perché una volta scarcerato organizzasse l’assassinio della donna.

Oltre ai 25mila euro, pagati, Fabbri aveva aggiunto un’auto e un trattore. Ma il bulgaro, dopo aver coinvolto il figlio incaricandolo dei sopralluoghi attorno alla casa della donna, aveva rivelato tutto al magistrato di sorveglianza e il piano, confermato anche nelle intercettazioni telefoniche, non venne mai realizzato. «Ma se anche i bulgari avevano deciso di truffare Fabbri, lui la volontà di farmi ammazzare l’ha dimostrata eccome! Li aveva pagati, aveva detto loro di simulare una rapina. Non è colpevole per questo?», si dispera Lucia.

Allo stesso modo la pensava la pubblica accusa, che per Fabbri aveva chiesto una condanna a dodici anni, chiedendo invece l’assoluzione per il figlio di Dobrev, assolto a sua volta. Per l’ex compagno di cella di Fabbri, invece, il processo è stato rinviato a marzo, perché attualmente detenuto in Bulgaria.

Il giudice ha inoltre disposto che Fabbri, dopo la scarcerazione, venga sottoposto per un periodo a libertà vigilata. Troppo poco, per Lucia: «Ma non lo dico solo per me, lo dico per tutte quelle persone che possono trovarsi in un incubo simile, e non sentirsi tutelate».
 

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