Coop, sciopero e rabbia «Vogliono pagarci meno»
di Marcello Pulidori
In 100, tra lavoratori e sindacalisti, al presidio davanti all’ingresso del “Castello” Tassinati (Cgil): a rischio domeniche e festivi, e da 4 anni siamo senza contratto
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Arrabbiati, decisamente arrabbiati nonostante la bonomia che il periodo natalizio dovrebbe portare. Ieri mattina oltre 100 tra lavoratori Coop e sindacalisti hanno scioperato (40% circa la percentuale di coloro che hanno incrociato le braccia) per l’intera giornata, con un presidio di 2 ore, dalle 10 alle 12, davanti all’ingresso principale del centro commerciale “Il Castello”.
Rivendicazioni che i tre sindacati, Cgil-Cisl e Uil, ritengono «fondamentali, per proposte della Coop assolutamente inaccettabili». Fabrizio Tassinati, segretario provinciale della Filcams/Cgil, la categoria (Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo, Mensa e Servizi) del settore non ha un dubbio: «Siamo in una fase in cui non possiamo accettare le proposte fatteci dal datore di lavoro - dice subito Tassinati, ieri tra i “suoi”, davanti al “Castello” - Intanto bisogna premettere che da 4 anni siamo senza contratto, cioè il nostro contratto non viene rinnovato, con tutte le penalizzazioni del caso. Abbiamo chiesto 135 euro in più al mese in busta paga e su questo - prosegue Tassinati - è in corso la trattativa, anche se gli spiragli sono pochini. Ma non è tutto: ci sono le riduzioni dei pagamenti relativi ai festivi, alle domeniche, ai notturni, cioè viene messa in discussione una piattaforma di diritti fondamentali ed acquisiti. E la riduzione voluta dalla Coop è del 5% su questi parametri».
Insomma, Coop Alleanza deve affrontare una vertenza che appare decisamente difficile. Anche i numeri aiutano a capire la portata della vertenza: 200 i lavoratori alle “Mura”, 300 quelli al centro commerciale “Castello”.
I sindacalisti hanno distribuito alle persone che entravano nel centro commerciale di Via Bologna un volantino in cui si spiegano le ragioni dello sciopero.
«È inaccettabile - si legge, invece, in un comunicato sindacale congiunto diramato ieri - il fatto che a distanza di 4 anni non ci siano le condizioni per arrivare al rinnovo del contratto nazionale della Distribuzione Cooperativa, come è inaccettabile che Federdistribuzione imponga unilateralmente un regolamento associativo residuo del precedente contratto nazionale lasciando lavoratrici e lavoratori con un illegittimo e penalizzante vuoto retributivo e contributivo. Le confuse comunicazioni che le imprese stanno diffondendo in questi giorni, dimostrano la debolezza delle argomentazioni prodotte che nascondono - scrivono ancora i sindacati - la volontà della Cooperazione di non addivenire ad un accordo se non con condizioni penalizzanti per i lavoratori. Dopo oltre 4 anni di attesa non siamo disposti a cedere ai ricatti e alle provocazioni che vogliono minare i diritti e la tutela dei lavoratori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Rivendicazioni che i tre sindacati, Cgil-Cisl e Uil, ritengono «fondamentali, per proposte della Coop assolutamente inaccettabili». Fabrizio Tassinati, segretario provinciale della Filcams/Cgil, la categoria (Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo, Mensa e Servizi) del settore non ha un dubbio: «Siamo in una fase in cui non possiamo accettare le proposte fatteci dal datore di lavoro - dice subito Tassinati, ieri tra i “suoi”, davanti al “Castello” - Intanto bisogna premettere che da 4 anni siamo senza contratto, cioè il nostro contratto non viene rinnovato, con tutte le penalizzazioni del caso. Abbiamo chiesto 135 euro in più al mese in busta paga e su questo - prosegue Tassinati - è in corso la trattativa, anche se gli spiragli sono pochini. Ma non è tutto: ci sono le riduzioni dei pagamenti relativi ai festivi, alle domeniche, ai notturni, cioè viene messa in discussione una piattaforma di diritti fondamentali ed acquisiti. E la riduzione voluta dalla Coop è del 5% su questi parametri».
Insomma, Coop Alleanza deve affrontare una vertenza che appare decisamente difficile. Anche i numeri aiutano a capire la portata della vertenza: 200 i lavoratori alle “Mura”, 300 quelli al centro commerciale “Castello”.
I sindacalisti hanno distribuito alle persone che entravano nel centro commerciale di Via Bologna un volantino in cui si spiegano le ragioni dello sciopero.
«È inaccettabile - si legge, invece, in un comunicato sindacale congiunto diramato ieri - il fatto che a distanza di 4 anni non ci siano le condizioni per arrivare al rinnovo del contratto nazionale della Distribuzione Cooperativa, come è inaccettabile che Federdistribuzione imponga unilateralmente un regolamento associativo residuo del precedente contratto nazionale lasciando lavoratrici e lavoratori con un illegittimo e penalizzante vuoto retributivo e contributivo. Le confuse comunicazioni che le imprese stanno diffondendo in questi giorni, dimostrano la debolezza delle argomentazioni prodotte che nascondono - scrivono ancora i sindacati - la volontà della Cooperazione di non addivenire ad un accordo se non con condizioni penalizzanti per i lavoratori. Dopo oltre 4 anni di attesa non siamo disposti a cedere ai ricatti e alle provocazioni che vogliono minare i diritti e la tutela dei lavoratori».
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