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L’export ancora in crescita Piccole aziende in difficoltà

L’export ancora in crescita Piccole aziende in difficoltà

I dati della Camera di Commercio: costruzioni e commercio frenano la ripresa

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I dati del terzo trimestre dell’anno premiano le imprese che esportano e quelle di maggiore dimensione. A dirlo, l’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara di dicembre che registra, in particolare, l'andamento positivo dell’industria (+2,2%) e quello, in misura di poco inferiore, dei servizi (1,4%). A rallentare la crescita del PIL ferrarese è il trend delle costruzioni, che sembra voler rimandare di un anno l’inversione di tendenza, tornando a crescere nel 2018 (+2,0%) ad un ritmo inferiore solo al manifatturiero.

Export. Gli indicatori sul commercio internazionale, elaborati sulla base delle informazioni diffuse da Istat, continuano a registrare per i primi nove mesi dell’anno una tendenza positiva delle vendite all’estero per il complesso della provincia. L’export è cresciuto anche nel terzo trimestre dell’anno, con variazioni sempre condizionate dall’andamento di un numero ristretto di imprese che fatturano all’estero una quota rilevante sul totale provinciale. Nel corso del triennio 2014-2016, sono state circa 1.800 le imprese che hanno esportato, ma di queste solo il 28% (496) possono essere considerate esportatrici abituali, dal momento che hanno esportato per tre anni consecutivi e la quota di commercio estero provinciale da loro realizzato corrisponde al 97%. Tra le destinazioni più frequenti la Francia (256) e la Germania (251), mentre i prodotti con più ricorrenze sono nelle categorie dell’automotive e dell’ortofrutta. Complessivamente, nei primi nove mesi del 2017, sono state esportate merci per quasi 1,8 miliardi di euro, a cui corrisponde una variazione tendenziali positiva del 6,6%.

Dimensioni. I risultati della rilevazione sulla congiuntura presso le imprese fino a 500 addetti, pur confermando indicatori positivi, evidenziano un indebolimento della ripresa che comunque non riesce a trascinare le imprese di minor dimensione, ancora in terreno negativo. Il rallentamento nella velocità di crescita ha quindi coinvolto sia le imprese di maggiori dimensione che l’artigianato.

Produzione. Nel terzo trimestre il trend della produzione è positivo e in forte ripresa solo per l’industria alimentare. Cresce anche la produzione per la meccanica-automotive, ma meno dello scorso periodo. È in campo positivo anche il trend del gruppo legno-mobili, carta, stampa. L’andamento torna in contrazione per il sistema moda e per l’aggregato delle altre industrie che comprende la chimica e la lavorazione dei minerali non metalliferi. Mentre prosegue il ridimensionamento della produzione nel settore delle macchine elettriche, risulta invariato il livello di produzione per l’industria dei metalli.

Manifatturiero. Così come avvenuto per l’intero settore industriale, anche nel settore manifatturiero artigiano gli indicatori rimangono positivi, ma in netto ridimensionamento: la produzione è aumentata appena dello 0,3% rispetto al corrispondente trimestre del 2016, confermando la tendenza positiva iniziata il 2º trimestre 2016. Grazie alla ripresa del mercato interno è cresciuto il fatturato, che per le poche imprese artigiane che esportano risente positivamente anche delle vendite all’estero. All’andamento congiunturale parzialmente positivo, si contrappone la continua contrazione del numero di imprese artigiane, trend comune anche ad altre province della regione, a volte anche in forma più accentuata. In cinque anni la consistenza ferrarese si è ridotta del 10% (a fronte di un calo di imprese attive del 6%). Nel corso degli ultimi dodici mesi, a settembre 2017, il numero si è ridotto di 128 unità, attestandosi su 8.809, che al netto delle costruzioni, settore che rappresenta oltre il 40% dell’artigianato, si fermano a 5.241 delle quali solo 1.681 sono manifatturiere. La consistenza dell’industria artigiana è diminuita in un anno di sole 25 unità, che si traduce in un -1,1%, contro il -2,1% delle costruzioni.

Artigianato. In 5 anni la consistenza ferrarese si è ridotta del 10% (a fronte di un calo di imprese attive del 6%), mentre a Parma la diminuzione relativa è stata addirittura del 14,1%. Nel corso degli ultimi dodici mesi, il numero si è ridotto di 128 unità, attestandosi su 8.809, che al netto delle costruzioni, settore che rappresenta oltre il 40% dell’artigianato, si fermano a 5.241 di cui solo 1.681 sono manifatturiere.

Commercio. Prosegue anche nel terzo trimestre dell’anno la contrazione delle vendite nel commercio, con un andamento peggiore per il commercio al dettaglio di prodotti alimentari (-3,8%) che non accennano a riprendersi. La diminuzione registrata per la grande distribuzione, registrata già dal primo trimestre dell’anno, aumenta ulteriormente di intensità (-1,5%), mentre il calo dei prodotti non alimentari rallenta ancora di qualche punto percentuale (-2,4%). A livello regionale si registrano contrazioni molto più contenute. Le giacenze sono giudicate dal campione in prevalenza adeguate e la quota di imprese che le ritiene scarse rimane bassa, ma in aumento (11%). Le aspettative delle imprese commerciali per le vendite del quarto trimestre del 2017 non sembrano migliorare neppure per la grande distribuzione. Il settore del commercio, al 31 ottobre, contava poco meno di 7.000 imprese attive, con saldi della movimentazione tra iscrizioni e chiusure sempre negativi, in peggioramento rispetto al 2016, soprattutto per quanto riguarda il commercio al dettaglio.

Costruzioni. È dal primo trimestre del 2015 che il settore delle costruzioni non sta più registrando variazioni negative nell’andamento tendenziale del volume d’affari. Ad ottobre 2017 l’indicatore, pur rallentando, prosegue la crescita (+2,1% il settore e +2,9% il comparto artigiano), con un trend ancora superiore all’andamento regionale (1,8%), dove la ripresa del settore sembra ben avviata anche a Modena, Parma e Reggio Emilia. ri, si riducono; il saldo negativo migliora, anche rispetto al 2015 (-124 nel 2016 e -78 nel 2017). Sulla demografia del settore pesa sempre il trend negativo delle imprese artigiane. Il numero delle imprese attive nelle costruzioni diminuisce del -1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, facendo raggiungere al settore una quota sul totale delle imprese attive al 31 ottobre 2017 del 14,3%. Mentre le iscrizioni risultano in leggera crescita, le cessazioni, pur rimanendo molto superiori, si riducono; il saldo negativo migliora, anche rispetto al 2015 (-124 nel 2016 e -78 nel 2017). Sulla demografia del settore pesa sempre il trend negativo delle imprese artigiane.

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