Nel Monòpoli della sanità una permuta da 10 milioni
Corso Giovecca, scambio di beni patrimoniali tra azienda ospedaliera e università Via alla tripartizione dell’ex Sant’Anna. Nuove Cliniche: c’è l’ipotesi demolizione
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Si rimette in modo il piano di riqualificazione dell’area dell’ex Sant’Anna. Oltre dieci anni dopo la definizione del piano di tripartizione dell’area ad opera della Commissione Lugli un atto notarile ha rimesso ordine nelle proprietà di superfici ed edifici nel settore a nord dell’ “anello”. L’accordo fra azienda ospedaliera e Unife è stato annunciato pubblicamente dal rettore Giorgio Zauli durante la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno accademico. Un “patto” già sottoscritto davanti al notaio che ha dato sostanzialmente attuazione a quanto previsto da un accordo quadro del 2011. Il concambio di beni tra i due enti ha comportato uno spostamento di valore di circa 10 milioni di euro (10, 2 milioni stimati per gli immobili che rientrano in possesso del Sant’Anna e 9.5 per le proprietà acquisite nel patrimonio di Unife). L’intesa è propedeutica al completamento di uno dei più ambiziosi progetti di riqualificazione urbanistica pianificati in città negli ultimi due decenni, che prevede l’occupazione del vecchio anello storico da parte di attività a scopo sociale e sanitario (grazie al progressivo riempimento della Cittadella della Salute), la dismissione della parte centrale dell’area con destinazione a verde, parcheggi, residenziale e servizi ed espansione dell’università nel settore confinante con via Fossato di Mortara e col Polo bio-medico del Mammut.
Il documento mette a rogito una serie di variazioni nella proprietà degli immobili, registra l’attivazione di servitù di passaggio e altri trasferimenti di beni che dovranno avvenire entro un arco di tempo definito. In particolare l’azienda Sant’Anna ha ceduto all’università la camera mortuaria, un’area scoperta di quasi 8mila metri quadrati e il cosiddetto “Cubo” che già ospita funzioni che fanno capo all’ateneo. L’azienda ospedaliera torna in possesso di una parte dell’ex Pediatria, dell’ex Ginecologia, delle Nuove Cliniche e del tunnel di collegamento. Due fabbricati che compongono il magazzino centrale, la Farmacia, il magazzino Giardinieri, il magazzino disinfestazione e la lavanderia resteranno in uso gratuito al Sant’Anna per «la durata massima di quattro anni» mentre una parte del blocco ex Pediatria resterà nella disponibilità (funzioni amministrative, di formazione e didattiche) di Unife fino all’apertura del nuovo modulo di Medicina a Cona, i cui lavori - annunciati da tempo e a carico dell’ateneo - non sono mai partiti. L’atto notarile fissa in quattro anni il tempo per «l’affidamento e la consegna» dei lavori a Cona.
Unife, intanto, consentirà il passaggio temporaneo (servitù) da via Fossato di Mortara, per i prossimi quattro anni, verso gli edifici dell’azienda ospedaliera.
Il giro di Monòpoli che si sta completando con la cessione di beni e diritti apre la strada ad ulteriori sviluppi sul fronte edilizio e urbanistico. Unife conferma che, nei pressi del “Cubo”, è interessata a costruire sale studio, aule e lavoratori didattici.
Il Sant’Anna si prepara ad “espiare”, dai tempi dell’appalto del nuovo ospedale a Cona, l’onere di recuperare attraverso la cessione sul mercato 30 milioni di euro da restituire alla Regione che li aveva anticipati per completare l’opera. «L’Agenzia delle Entrate - spiega l’assessore comunale all’Urbanistica, Roberta Fusari - sta valutando il valore (attuale, ndr) del patrimonio immobiliare al centro di questa operazione. Servirà un po’ di tempo, poi il piano dovrebbe essere pronto per l’adozione in Consiglio comunale».
Rispetto alle ipotesi iniziali si sarebbe ristretto lo spazio destinato ai parcheggi sotterranei e lo scenario della demolizione delle ex Nuove Cliniche sarebbe divenuto più probabile per esigenze di adeguamento alla normativa antisismica. (gi.ca.)
Il documento mette a rogito una serie di variazioni nella proprietà degli immobili, registra l’attivazione di servitù di passaggio e altri trasferimenti di beni che dovranno avvenire entro un arco di tempo definito. In particolare l’azienda Sant’Anna ha ceduto all’università la camera mortuaria, un’area scoperta di quasi 8mila metri quadrati e il cosiddetto “Cubo” che già ospita funzioni che fanno capo all’ateneo. L’azienda ospedaliera torna in possesso di una parte dell’ex Pediatria, dell’ex Ginecologia, delle Nuove Cliniche e del tunnel di collegamento. Due fabbricati che compongono il magazzino centrale, la Farmacia, il magazzino Giardinieri, il magazzino disinfestazione e la lavanderia resteranno in uso gratuito al Sant’Anna per «la durata massima di quattro anni» mentre una parte del blocco ex Pediatria resterà nella disponibilità (funzioni amministrative, di formazione e didattiche) di Unife fino all’apertura del nuovo modulo di Medicina a Cona, i cui lavori - annunciati da tempo e a carico dell’ateneo - non sono mai partiti. L’atto notarile fissa in quattro anni il tempo per «l’affidamento e la consegna» dei lavori a Cona.
Unife, intanto, consentirà il passaggio temporaneo (servitù) da via Fossato di Mortara, per i prossimi quattro anni, verso gli edifici dell’azienda ospedaliera.
Il giro di Monòpoli che si sta completando con la cessione di beni e diritti apre la strada ad ulteriori sviluppi sul fronte edilizio e urbanistico. Unife conferma che, nei pressi del “Cubo”, è interessata a costruire sale studio, aule e lavoratori didattici.
Il Sant’Anna si prepara ad “espiare”, dai tempi dell’appalto del nuovo ospedale a Cona, l’onere di recuperare attraverso la cessione sul mercato 30 milioni di euro da restituire alla Regione che li aveva anticipati per completare l’opera. «L’Agenzia delle Entrate - spiega l’assessore comunale all’Urbanistica, Roberta Fusari - sta valutando il valore (attuale, ndr) del patrimonio immobiliare al centro di questa operazione. Servirà un po’ di tempo, poi il piano dovrebbe essere pronto per l’adozione in Consiglio comunale».
Rispetto alle ipotesi iniziali si sarebbe ristretto lo spazio destinato ai parcheggi sotterranei e lo scenario della demolizione delle ex Nuove Cliniche sarebbe divenuto più probabile per esigenze di adeguamento alla normativa antisismica. (gi.ca.)
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