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Non riesce a ripartire il cantiere per la palestra

di Annarita Bova
Non riesce a ripartire il cantiere per la palestra

Tutto fermo all’Isit Burgatti e Provincia e ditta responsabile si passano la palla L’incontro decisivo nei prossimi giorni e se tutto si ferma i tempi saranno biblici  

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CENTO. I lavori per la realizzazione della palestra all’Isit Burgatti di Cento sono fermi. Da mesi ormai. La ditta, la Edilstrade srl, aspetterebbe i soldi dalla Provincia per poter andare avanti mentre la Provincia sembra avere le mani legate proprio perché il cantiere è fermo.

«Nel momento in cui una impresa vince la gara d’appalto - spiega il dirigente della Provincia Massimo Mastella - vede un anticipo del 20% sul costo totale. Ed anche in questo caso i soldi sono stati dati come da procedura. Anzi, al momento i lavori portati avanti non arrivano nemmeno a coprire la cifra anticipata. Solo dopo la verifica dei diversi stati di avanzamento si paga quanto dovuto. Se il cantiere è fermo, cosa dobbiamo versare?». Quindi? Come si può sbloccare una simile situazione? «Abbiamo un incontro il 28 con i responsabili della Edlistrade, proveremo a cercare un accordo perché ricominciare da capo è un disastro».

Il lavori per la palestra in via Rigone 1, sono stati commissionati dalla Provincia. Il quadro economico complessivo è di 1 milione di euro (cofinanziamento Acri al 100% e fa parte della ricostruzione post terremoto). La convenzione, viene firmata il 24 marzo 2013 e prevede l’uscita del bando di gara a novembre 2013 e l’apertura della struttura educativa a gennaio 2015 con una durata lavori di 12 mesi. Ma solo il 23 giugno 2015 la Provincia approva il progetto esecutivo; il 16 luglio viene pubblicato il bando di gara; il 28 settembre aggiudicazione definitiva; il 4 dicembre 2015 viene stipulato il contratto con l’¦impresa appaltatrice, che prevede una durata lavori di 210 giorni naturali e consecutivi decorrenti dalla data di consegna dei lavori. Il 9 maggio 2016 la Provincia annuncia che si procederà a breve alla consegna dei lavori. In realtà la prima pietra è stata posata il 29 maggio di quest’anno, ma in estate dopo aver riscontrato la presenza nel terreno sottostante di sabbie a rischio liquefazione, l’impresa ha modificato parte del progetto, per poi sparire.

«Non siamo affatto spariti - dicono dalla Edilstrade, anzi. Stiamo aspettando di lavorare ma senza soldi è ben difficile. Da parte nostra c’è tutta la disponibilità, vogliamo noi per primi portare a termine quanto iniziato e lo vogliamo fare per ovvi motivi. Speriamo nel buon esito dell’incontro, siamo più che aperti al dialogo».

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