Rimozione dell’amianto Arriva la nuova ordinanza
di Samuele Govoni
Massa Fiscaglia, slitta l’inizio dei lavori al capannone abbandonato Il vicesindaco Tosi: vizio di forma ma andremo avanti, la bonifica si farà
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MASSA FISCAGLIA. Il capannone in disuso da anni situato a Massa Fiscaglia e con la copertura in amianto verrà bonificato, e questo è un fatto. L’operazione, per la quale l’amministrazione comunale ha messo a bilancio quasi trentamila euro, non è in discussione però subirà alcuni ritardi. A causare lo slittamento dell’inizio dei lavori un “vizio di forma”, un errore burocratico che non ha però distolto l’amministrazione dal proprio obiettivo.
«I membri che componevano la società Albafrigor srl hanno fatto ricorso al Tar in seguito all’ordinanza da noi emessa ad agosto. Abbiamo ritirato la precedente ordinanza e ne abbiamo predisposta una nuova che abbiamo mandato sia agli ex soci sia al curatore fallimentare che attualmente ha in gestione l’area. La nuova ordinanza - spiega Fabio Tosi, vicesindaco del Comune di Fiscaglia - è stata emanata il 18 dicembre; l’altra parte ha due settimane per, eventualmente, replicare. Passato questo lasso di tempo potremo procedere come è nostra intenzione». I lavori per i quali il Comune investirà circa 27mila euro consistono nella rimozione e nello smaltimento delle lastre di fibro cemento-amianto di copertura dell’immobile situato in via Circonvallazione.
«C’è stato un inghippo ma vogliamo procedere. Innanzitutto per una questione di sicurezza “meccanica”. Con il fortunale della scorsa estate diversi pannelli sono volati via dalla struttura e si sono infranti sull’asfalto quindi - prosegue Tosi - oltre ad una questione legata strettamente all’amianto, c’è anche questo aspetto da considerare: la poca stabilità della copertura che può comportare rischi e pericoli per gli abitanti e i passanti della zona».
Non c’è voluto molto prima che l’opposizione di Fiscaglia rilasciasse commenti al “veleno” dopo l’invito da parte del Tar a ritirare l’ordinanza. «L’amministrazione ha sbagliato a fare l’ordinanza e il Comune è stato citato presso il Tar di Bologna. Risultato: il Comune ha speso circa 7.000 euro di avvocato per resistere ma poi ha dovuto ritirare l’ordinanza. Quindi - scrive Roberto Manzoli - buttati i soldi dei contribuenti e tutto fermo nonostante la pericolosità del materiale».
«La critica ci può stare - incassa Tosi - ma ogni pretesto è buono per fare polemica. Quel capannone non è sorto con questa amministrazione anzi, il problema era già sotto gli occhi di chi ha governato in passato. Mi piacerebbe che ci fosse su questo tema una collaborazione costruttiva visto che ci stiamo impegnando per arrivare in fondo alla questione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«I membri che componevano la società Albafrigor srl hanno fatto ricorso al Tar in seguito all’ordinanza da noi emessa ad agosto. Abbiamo ritirato la precedente ordinanza e ne abbiamo predisposta una nuova che abbiamo mandato sia agli ex soci sia al curatore fallimentare che attualmente ha in gestione l’area. La nuova ordinanza - spiega Fabio Tosi, vicesindaco del Comune di Fiscaglia - è stata emanata il 18 dicembre; l’altra parte ha due settimane per, eventualmente, replicare. Passato questo lasso di tempo potremo procedere come è nostra intenzione». I lavori per i quali il Comune investirà circa 27mila euro consistono nella rimozione e nello smaltimento delle lastre di fibro cemento-amianto di copertura dell’immobile situato in via Circonvallazione.
«C’è stato un inghippo ma vogliamo procedere. Innanzitutto per una questione di sicurezza “meccanica”. Con il fortunale della scorsa estate diversi pannelli sono volati via dalla struttura e si sono infranti sull’asfalto quindi - prosegue Tosi - oltre ad una questione legata strettamente all’amianto, c’è anche questo aspetto da considerare: la poca stabilità della copertura che può comportare rischi e pericoli per gli abitanti e i passanti della zona».
Non c’è voluto molto prima che l’opposizione di Fiscaglia rilasciasse commenti al “veleno” dopo l’invito da parte del Tar a ritirare l’ordinanza. «L’amministrazione ha sbagliato a fare l’ordinanza e il Comune è stato citato presso il Tar di Bologna. Risultato: il Comune ha speso circa 7.000 euro di avvocato per resistere ma poi ha dovuto ritirare l’ordinanza. Quindi - scrive Roberto Manzoli - buttati i soldi dei contribuenti e tutto fermo nonostante la pericolosità del materiale».
«La critica ci può stare - incassa Tosi - ma ogni pretesto è buono per fare polemica. Quel capannone non è sorto con questa amministrazione anzi, il problema era già sotto gli occhi di chi ha governato in passato. Mi piacerebbe che ci fosse su questo tema una collaborazione costruttiva visto che ci stiamo impegnando per arrivare in fondo alla questione».
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