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«Abbiamo sentito le sirene È stata una vera tragedia»

«Abbiamo sentito le sirene È stata una vera tragedia»

I vicini di casa sconvolti dall’accaduto: era appassionata di luminarie e addobbi L’amico: un dramma che segnerà per sempre il Natale dei due bambini

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CASUMARO. «Era ancora buio quando si è consumata la tragedia. Abbiamo sentito le sirene dei vigili del fuoco, delle ambulanze, un gran via vai. Avevo capito che era successo qualcosa di grave ma non ci volevo credere e invece... una tragedia». Vittorio Lodi abita in via Tassinari a pochi metri dalla casa in cui viveva Giovanna Rondinelli insieme ai due figli Alice e Riccardo Ramponi. La donna, 52 anni, infermiera caposala in sala operatoria all’ospedale di Cento, è morta nell’incendio che ieri mattina prima dell’alba ha distrutto la sua casa.

I figli sono stati salvati dai vigili del fuoco e dai carabinieri giunti sul posto ma per la donna, non c’è stato nulla da fare. «Una tragedia che, visto anche il periodo, segnerà per sempre i suoi figli. Ogni volta che arriverà il Natale non potranno non pensare a questo disastro ed è veramente triste tutto ciò. Giovanna - continua Lodi che, insieme alla moglie, era amico della donna - era una persona sempre gentile e disponibile. Aveva la passione delle luminarie e le piacevano gli addobbi. Fare l’albero e il presepe per lei era un momento davvero speciale». E proprio sull’origine dell’incendio stanno indagando gli inquirenti per capire cosa abbia potuto provocare un disastro simile. «Forse - ipotizzano alcuni vicini - le luminarie di Natale sono andate in cortocircuito. Le fiamme in quella casa hanno trovato terreno fertile perché gran parte dell’arredamento era in legno e quindi il fuoco ha fatto presto a propagarsi». Gli abitanti di via Tassinari, strada situata a qualche centinaio di metri dal centro della frazione centese, sono tutti sgomenti; non sanno cosa dire. «E i bambini? I bambini come stanno?», si chiedono l’uno con l’altro.

I bambini, in realtà, sono ormai adolescenti. Alice circa 13 anni (frequenta la terza media a Casumaro) e Riccardo, un po’ più grande (frequenta la prima liceo a Finale Emilia), non sono in pericolo di vita. Quando la notizia si sparge tra le case circostanti tutti tirano un sospiro di sollievo. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) ho sentito le urla disperate del padre dei ragazzi. Lui e Giovanna si erano separati ma - chiudono gli amici e i vicini - avevano comunque mantenuto un buon rapporto e insieme ai soccorsi è arrivato anche lui». Verso le dieci del mattino la notizia si è già sparsa per il paese. Qualcuno ne parla, qualcuno no

«C’è poco da dire - afferma sbrigativa una signora affacciandosi alla porta -, è stata una disgrazia. Una vera disgrazia per tutta la famiglia». (sam.gov.)

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