ferrara
Don Bedin scuote i politici: «Date di più per i poveri»
Il sacerdote preoccupato per le scarse risorse a disposizione delle associazioni «I gruppi consigliari non hanno affrontato il problema nella discussione sul bilancio»
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Si può dare di più, diceva una canzone di successo. Si può dare di più, ripete ora Don Domenico Bedin - il sacerdote da sempre in prima fila a sostegno degli ultimi - rivolgendosi al Comune all’indomani dell’approvazione del bilancio preventivo 2018. Sarebbe bello, scrive don Bedin, se maggioranza e opposizione bisticciassero sulle risorse da destinare ai poveri, magari con la minoranza che preme per elargire qualcosa di più e la maggioranza che raccoglie la sfida. Tanto più che, dati alla mano, la marea della povertà a Ferrara sta lambendo parti sempre più ampie della popolazione, l’8,4% secondo l’ultima indagine sulle condizioni di vita svolta nel 2015 dallo stesso Ufficio statistica comunale. È con questo spirito, natalizio e combattivo, che don Domenico si rivolge con una lunga lettera aperta agli amministratori.
«Rappresento alcune associazioni di volontariato che si impegnano nel comune di Ferrara e in provincia ad accogliere persone singole e famiglie in grave difficoltà. Questo impegno è condiviso con altre associazioni più piccole ma non per questo meno preziose». Da anni, prosegue don Bedin, è in atto una collaborazione con i servizi pubblici comunali «usufruendo di contributi alle spese di mantenimento e gestione delle strutture per circa 9 euro al giorno per persona per un totale di 100 accoglienze. Si tenga conto che per far quadrare un bilancio occorrerebbero circa 20/25 euro al giorno». Nonostante tutto, le associazioni «fanno quadrare questi bilanci “impossibili” attraverso il volontariato e l’autofinanziamento. Altri servizi come la mensa o molti posti letto in dormitorio e servizi accessori sono poi stati svolti gratuitamente». Ma da qualche mese ottenere i contributi è diventato più difficile: «A settembre di quest’anno - spiega il sacerdote - l’Azienda Servizi alla Persona ha trasformato il contributo alle spese in un Bando mantenendo le stesse somme ma chiedendo prestazioni qualitative superiori e obbligatorie. L’Asp non poteva fare diversamente perché da una parte è tenuta per legge a legare i servizi a dei Bandi e dall’altra il Comune e la Regione erogano la stessa cifra da investire in questi servizi essenziali».
Dopo alcuni tentennamenti, continua don Bedin, «le associazioni hanno accettato la nuova sfida e hanno partecipato al Bando e con senso di responsabilità continueranno a erogare i servizi già esistenti».
Da qui però l’appello alle istituzioni: «Mi permetto di chiedere a tutti Voi che rappresentate e decidete in questa città, sia che siate parte della maggioranza che della minoranza, di valutare attentamente e con magnanimità se non sia possibile mettere a bilancio almeno 200.000/300.000 euro in più per le situazioni di estrema povertà del nostro territorio. Questo sforzo darebbe all’Asp strumenti più efficaci per far fronte per esempio agli sfratti che stanno aumentando, alle famiglie con minori, alle ragazze madri ecc».
Allo stesso modo «la collaborazione tra pubblico e terzo settore, ormai diventata strutturale del sistema del benessere della città, potrebbe ulteriormente svilupparsi e affrontare sfide quali la solitudine degli anziani, l’abbandono scolastico degli adolescenti»
«Non sarebbe bello - conclude don Bedin - che in Consiglio Comunale si litigasse un po’ per raggiungere questo obbiettivo? Una minoranza che sprona per spendere di più per i poveri e una maggioranza che accetta la sfida e tagliando e limando cose marginali e soprattutto svegliando anche le forze vive e imprenditoriali della città trovi le risorse necessarie. Non di sola Spal vive l’uomo. Viva Spal. Buon Natale».
«Rappresento alcune associazioni di volontariato che si impegnano nel comune di Ferrara e in provincia ad accogliere persone singole e famiglie in grave difficoltà. Questo impegno è condiviso con altre associazioni più piccole ma non per questo meno preziose». Da anni, prosegue don Bedin, è in atto una collaborazione con i servizi pubblici comunali «usufruendo di contributi alle spese di mantenimento e gestione delle strutture per circa 9 euro al giorno per persona per un totale di 100 accoglienze. Si tenga conto che per far quadrare un bilancio occorrerebbero circa 20/25 euro al giorno». Nonostante tutto, le associazioni «fanno quadrare questi bilanci “impossibili” attraverso il volontariato e l’autofinanziamento. Altri servizi come la mensa o molti posti letto in dormitorio e servizi accessori sono poi stati svolti gratuitamente». Ma da qualche mese ottenere i contributi è diventato più difficile: «A settembre di quest’anno - spiega il sacerdote - l’Azienda Servizi alla Persona ha trasformato il contributo alle spese in un Bando mantenendo le stesse somme ma chiedendo prestazioni qualitative superiori e obbligatorie. L’Asp non poteva fare diversamente perché da una parte è tenuta per legge a legare i servizi a dei Bandi e dall’altra il Comune e la Regione erogano la stessa cifra da investire in questi servizi essenziali».
Dopo alcuni tentennamenti, continua don Bedin, «le associazioni hanno accettato la nuova sfida e hanno partecipato al Bando e con senso di responsabilità continueranno a erogare i servizi già esistenti».
Da qui però l’appello alle istituzioni: «Mi permetto di chiedere a tutti Voi che rappresentate e decidete in questa città, sia che siate parte della maggioranza che della minoranza, di valutare attentamente e con magnanimità se non sia possibile mettere a bilancio almeno 200.000/300.000 euro in più per le situazioni di estrema povertà del nostro territorio. Questo sforzo darebbe all’Asp strumenti più efficaci per far fronte per esempio agli sfratti che stanno aumentando, alle famiglie con minori, alle ragazze madri ecc».
Allo stesso modo «la collaborazione tra pubblico e terzo settore, ormai diventata strutturale del sistema del benessere della città, potrebbe ulteriormente svilupparsi e affrontare sfide quali la solitudine degli anziani, l’abbandono scolastico degli adolescenti»
«Non sarebbe bello - conclude don Bedin - che in Consiglio Comunale si litigasse un po’ per raggiungere questo obbiettivo? Una minoranza che sprona per spendere di più per i poveri e una maggioranza che accetta la sfida e tagliando e limando cose marginali e soprattutto svegliando anche le forze vive e imprenditoriali della città trovi le risorse necessarie. Non di sola Spal vive l’uomo. Viva Spal. Buon Natale».
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