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Julio Bisio mattatore il duetto con Noemi incanta Telethon

Julio Bisio mattatore il duetto con Noemi incanta Telethon

È stata una serata storica, quella del 16 dicembre scorso, per Stefano Menegatti, in arte Julio Bisio. Il rapper ferrarese ha partecipato alla maratona Telethon di RaiUno, duettando con la cantante...

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È stata una serata storica, quella del 16 dicembre scorso, per Stefano Menegatti, in arte Julio Bisio. Il rapper ferrarese ha partecipato alla maratona Telethon di RaiUno, duettando con la cantante Noemi. Stefano è affetto da una forma di distrofia. La sua, come quella degli altri ospiti della trasmissione, è stata una partecipazione volta alla raccolta di fondi a sostegno della ricerca sulla malattia. Il pezzo è composto dal ritornello di Devi essere forte, canzone edita della cantante, mischiato ad una parte a stampo rap scritta da me appositamente per l'evento in questione. Anche il padre di Stefano, Roberto Menegatti ha partecipato, seppure come spettatore, alla serata tv. «Siamo molto contenti ed orgogliosi di aver partecipato ad un evento di questo livello - hanno detto padre e figlio rientrati a Ferrara - , è un modo per sentirsi ancora una volta utili ed anche indispensabili nella ricerca per sconfiggere questo tipo di malattie». Moltissimi i parenti e gli amici che hanno seguito alla tv la esibizione di Stefano, che per l’occasione ha indossato una giacca che assomiglia al costume indossata dai pirati nelle loro epiche scorribande. Non un'operazione qualsiasi di raccolta fondi, ma un momento in cui la Rai e il Paese, come è ormai tradizione, si mettono insieme per dire che preoccuparsi per gli altri ha un senso, fare le cose insieme produce effetti e investire nella ricerca cambia la vita delle persone. Sono questi i cardini di questa 28/a edizione della maratona televisiva di Telethon che si chiusa ieri. La partnership, nata nel 1990 per dare voce e sostenere i bambini e le famiglie che si trovano ad affrontare una malattia genetica rara, ha permesso di investire in ricerca 500 milioni di euro, finanziando 2.620 progetti con 1.600 ricercatori coinvolti ed addirittura 570 malattie studiate.

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