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pieve di cento 

La Partecipanza chiama i giovani

La Partecipanza chiama i giovani

«Con le modifiche dello statuto l’ente guarda al futuro» 

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PIEVE DI CENTO. «Dispiace per quel che sta accadendo nella Partecipanza di Cento. Dispiace, perché se i due enti agrari cominciassero a lavorare insieme, in parallelo, si potrebbe fare un grande lavoro per lo sviluppo economico e sociale del Centopievese».

Dopo aver visto approvate pressoché all'unanimità le 85 modifiche allo Statuto in occasione dell'assemblea generale dei partecipanti, oggi la Partecipanza di Pieve, col presidente Adriano Govoni e i consiglieri della Commissione Statuto e Regolamenti, Salvatore Alberghini, Gianni Cavicchi e Gianni Melloni, guarda avanti. Prossimi importanti impegni, i nuovi Regolamenti finalizzati all'appuntamento della divisione del 2019.

La modifica più attesa, e applaudita, è stata l'apertura alle donne. «In Participanza a Pieve – spiegano il presidente Govoni e i consiglieri - siamo una famiglia piuttosto unita. Ci siamo dati obiettivi condivisi e li abbiamo raggiunti a seguito di un lavoro intenso e complesso».

Prese in assemblea, «decisioni storiche che aprono l’ente al territorio, al coinvolgimento dei giovani con la delega a partecipare alla vita dell'ente, e dei fuori cerchia che potranno costituire una consulta e partecipare ai bandi per l'assegnazione speciale di terreno. Messi per iscritto, principi che consentono a questa Partecipanza col suo patrimonio di oltre 900 ettari, di vivere una nuova vita».

Modifiche che riguardano la qualità del partecipante, «ora estesa anche alle discendenti femmine pur mantenendo la “linea retta maschile”, oltre alla riduzione del periodo di divisione da 20 a 10 anni. Dal 2029, le donne avranno la possibilità di entrare nella distribuzione del capo, mentre con una norma transitoria, è prevista alla fine della Divisione del 2019 un'assegnazione speciale dei terreni 'indivisibili'».

Introdotta inoltre la possibilità «per l'amministrazione di trattenere una quota di terreno dal godimento dei partecipanti e destinarlo a specifici progetti o finalità. Rispetto alla Divisione, vengono affinati metodi di gestione e contrattazione del capo assegnato. Messi a disposizione dei partecipanti, opportunità e strumenti di cooperazione che danno la facoltà ai capisti di associarsi, consorziarsi e convenzionarsi, di cedere il capo a imprese e aziende agricole. Poi la possibilità di delegare al consiglio dell'ente la gestione economica o solidaristica del terreno».

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