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Sportivo muore a 54 anni per un improvviso malore

Sportivo muore a 54 anni per un improvviso malore

Comacchio in lutto, deceduto noto istruttore di una palestra in città Conosciuto e stimato da tutti anche per le sue imprese e il suo impegno

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COMACCHIO. Ha destato cordoglio in tutta la comunità comacchiese, ieri mattina, la notizia dell'improvvisa scomparsa di Mauro Travasoni, sportivo di lungo corso, appassionato di canoa, pesistica e degli sport anaerobici, che insegnava nella palestra Metaphysical Body, aperta nel 2007 in Corso Mazzini. Stimato istruttore di fitness, che concepiva lo sport come una autentica filosofia di vita, Travasoni si è spento all’alba di ieri, a soli 54 anni, all’Ospedale del Delta dove, qualche ora prima, lo aveva accompagnato la moglie Paola, per dolori persistenti al torace.

La notizia ha gettato nello sconforto i tanti che nella cittadina lagunare conoscevano l'uomo, il quale si divideva tra Comacchio, dove gestiva con l'amico Aldo Fabbri la palestra Metaphysical Body e Massa Fiscaglia, dove viveva con la moglie Paola e con le figlie Matilde ed Elisa. «Lo aspettavo questa mattina in sala pesi - ricorda affranto l'amico Aldo - e proprio in questi giorni stava organizzando con Po Delta Tourism l’edizione 2018 delle escursioni in canoa nelle valli di Comacchio e lungo il Po, dopo il grande successo della prima edizione. Era molto contento e aveva tanti progetti in mente. È un duro colpo. Per ora la palestra chiude per lutto, poi vedremo il da farsi». Commosso anche il ricordo del campione di canoa Giacomo Cinti, che ricorda Travasoni, «più che un amico, come un vero fratello, sempre disponibile. Mi ha aiutato molto, soprattutto agli inizi della mia carriera sportiva, nell'ambito della palestra per la preparazione atletica. Il club continuerà la sua attività, in vista della stagione 2018 con l’obiettivo delle gare internazionali con la squadra nazionale».

Marco Bellotti, allenatore del Canoa Club Comacchio, ricordando Travasoni per l’impegno profuso a diffondere tra i giovani la passione per la canoa, ne ricorda le imprese leggendarie, tra le quali le 5 traversate del Po da Torino a Comacchio, precedute, nel 2010 dalla costeggiata in kayak di 500 chilometri da Cres (Croazia) a Comacchio. Un incidente in moto lo scorso anno aveva imposto per alcuni mesi uno stop alle attività sportive, ma Travasoni, dopo un periodo difficile, era tornato in pista, allenando in palestra Luca Buzzi, giovane comacchiese impegnato a sostegno delle persone con disabilità. «Faceva ogni cosa con il cuore - riconosce Luca, ancora sgomento -; da 3 anni frequentavo la sua palestra, dove regalava allegria a tutti con la sua solarità. Ci siamo scambiati gli auguri di Natale e avremmo poi dovuto rivederci il 27 dicembre. Ma il destino è stato crudele».

Katia Romagnoli

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