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Sul menù vince ancora la tradizione

Anche per i ferraresi si prospetta un Natale un po’ diverso rispetto agli ultimi anni. Davanti ad un popolo sempre più crescente che sceglie il ristorante per non “spignattare”, la maggioranza è...

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Anche per i ferraresi si prospetta un Natale un po’ diverso rispetto agli ultimi anni. Davanti ad un popolo sempre più crescente che sceglie il ristorante per non “spignattare”, la maggioranza è ancora ancorata al a consumare tra le mura domestiche il rito della tavola. Il pranzo di Natale, che richiederà in media 3,3 ore di lavoro ai fornelli. È quanto emerge da un'analisi Coldiretti/Ixè, secondo la quale si verifica un ritorno al “fai da te” casalingo.

Come da tradizione, il cenone di Natale, quello cioè di stasera, sarà quasi in prevalenza a base di pesce, mentre il pranzo di Natale dovrebbe uniformarsi ai più tipici prodotti della gastronomia ferrarese: cappelletti, cappellacci, salama da sugo .

Tra quanti saranno impegnati ai fornelli, secondo l'indagine la maggioranza (59%) resterà in cucina meno di tre ore, il 23% da tre a cinque ore, e il 18% oltre cinque ore. Il ritorno alla cucina tradizionale, sottolinea Coldiretti, è confermato dal fatto che il 46% di chi si esibirà in cucina, appunto, afferma di preparare personalmente i dolci della tradizione da offrire sulla tavola delle feste. Il menu resta fortemente legato alla tradizione i, come dimostra il fatto che il 90% porterà in tavola lo spumante - il prodotto natalizio più presente - seguito dal panettone che si posiziona davanti al pandoro. Attenti però agli eccessi perché tre giorni di fila: oggi (vigilia e per giunta di domenica), domani (Natale e martedì (Santo Stefano) sono davvero ad alto rischio calorico.

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