La Nuova Ferrara

Ferrara

Adesso chi insegna al Conservatorio è professore “vero”

di Davide Bonesi
Adesso chi insegna al Conservatorio è professore “vero”

È stata approvata la legge che ne regolarizza la posizione “Frescobaldi” in festa: ottima notizia per i nostri studenti

2 MINUTI DI LETTURA





Una notizia attesa in pratica da 18 anni, anche se solo nell’ultimo periodo si era accesa la discussione per mettere mano alla legge 128, quella che regolava il ruolo degli insegnanti del Conservatorio. Sì, perché se da un lato dal 1999 questi istituti sono parametrati alle Università per chi consegue il titolo di studio, lo stesso non accadeva per gli insegnanti, con fior di professionisti trattati per anni come precari e sballottati in giro per l’Italia. La posizione stabilizzata per queste persone è una bella notizia in primis per gli insegnanti, ma in particolare per gli studenti che hanno la garanzia di poter seguire il percorso di studi con lo stesso professore (fondamentale in ambito musicale) e per l’offerta formativa dei conservatori stessi.

«Siamo felicissimi - dice Francesco Colaiacovo -, preside del “Frescobaldi” di Ferrara -, perché parliamo di grandi musicisti, artisti riconosciuti a livello nazionale e non solo, che non potevano avere alcun tipo di certezza nell’insegnamento. Queste persone sono eccellenze assolute, sulle quali il Conservatorio può investire e costruire un certo tipo di progettualità, garantendo un percorso di studi agli studenti. Si trattava di una delle tante fragilità dell’Italia, con questa regolarizzazione da parte dello Stato viene ridata dignità a musicisti che sono vanto italiano».

Concorde il direttore del Conservatorio cittadino, Fernando Scafati: «Per quanto riguarda il “Frescobaldi” - dice - parliamo di sette insegnanti che come tutti gli altri in Italia erano nelle graduatorie di supplenza e ogni anno in balìa degli eventi. Si pensi che l’anno scorso un nostro professore doveva andare a Catania, poi fortunatamente è potuto restare a Ferrara, ma è dovuto comunque andare in Sicilia per accettare l’incarico. E si pensi che i nostri insegnanti sono musicisti del calibro di Ciavarella e Manuzzi, o cantanti come Banditelli, Biancosca e Forte, le quali sono protagoniste delle stagioni di lirica nei teatri più importanti d’Italia».

Per farsi un’idea dei numeri, l’ultimo concorso statale (gli insegnanti dei conservatori dipendono dal Miur, il Ministero dell’istruzione, università e ricerca) venne effettuato nel 1990, quindi in quasi trent’anni figuriamoci quanti sono i musicisti finita in questa graduatoria. Artisti del calibro di Rossana Casale e Danilo Rea, quest’ultimo ha detto che «il maestro è qualcosa di fondamentale da cui non si può prescindere e cambiarne di continuo è qualcosa di molto pericoloso. È davvero sconcertante che non si tenga conto di questo patrimonio».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google