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Chiesa al freddo a Natale Intervengono i cittadini

di Davide Bonesi
Chiesa al freddo a Natale Intervengono i cittadini

Saletta, le messe celebrate senza riscaldamento per la rottura del bruciatore Due persone originarie della frazione si rendono disponibili a pagare l’intervento

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SALETTA. Una messa al freddo può essere l’occasione buona per scaldare i cuori e dare un sostegno importante alla comunità. È quanto accaduto durante le festività natalizie nella chiesa di San Michele di Saletta, rimasta al freddo per la rottura del bruciatore che scalda i freddi locali. Nella frazione copparese ormai da diverso tempo, a causa delle scarse presenze a messa, le funzioni religiose vengono celebrate nella piccola canonica, ovviamente più facile da riscaldare. L’eccezione sono proprio le festività, ossia la messa della vigilia (celebrata alle 22) e quella di Natale (alle 9 del mattino), quando le presenze aumentano ed è quindi necessario utilizzare la chiesa. Peccato che da un anno all’altro il mancato utilizzo del bruciatore lo abbia bloccato, lasciando la chiesa al freddo e senza la possibilità di poter far intervenire un tecnico. Se alcune persone per ragioni di salute hanno preferito desistere (il giorno di Natale alcuni salettesi hanno partecipato alle messe nelle vicine Corlo e Tamara), la maggioranza è rimasta nonostante il freddo. A farne le spese anche don Giovanni Polezzo, parroco di Saletta e Tamara, che il giorno di Natale si è ripresentato in chiesa con pochissima voce a causa del freddo accumulato la sera prima.

Ma, come detto, spesso è proprio nei momenti più difficili che emerge il buon cuore delle persone. A raccontarcelo è la storica volontaria che si occupa di aiutare don Giovanni nella gestione della parrocchia: «Due fratelli originari del nostro paese - racconta Lillia -, mi hanno contattato la vigilia di Natale per sapere a che ora si celebrava la messa serale. Io oltre a dirgli l’orario, gli ho spiegato che quel giorno, nel tentativo di riavviare il bruciatore, ci siamo accorti che questo non funzionava e non era possibile intervenire, per cui la messa sarebbe stata celebrata al freddo. Loro sono venuti ugualmente e al termine del rito religioso mi hanno detto di inviare il preventivo dell’intervento, dicendosi disponibili a pagarlo, sia se si tratterà di ripararlo, sia se fosse necessario acquistarne uno nuovo. Proprio una bella notizia per una chiesa di un piccolo paese come la nostra, dove i problemi e le esigenze sono tante».

«Ho saputo di questo bel gesto - aggiunge don Giovanni - e mi fa proprio piacere, perché il problema del bruciatore in un modo o nell’altro andrà risolto: non dovremo più celebrare una messa al freddo».

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