Eder, il processo verso Ferrara
Eurojust media la contesa tra Italia e Spagna: il consiglio, di solito seguito, è dello svolgimento in Italia
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FERRARA. Questa volta cavilli ed iperboli giuridici, spesso lontani dalla comprensione di chi si trova davanti alla giustizia o vittima non ascoltata, passano in secondo piano. Poichè per garantire giustizia, occorre dare risposte veloci e chiare a vittime e famiglie: partendo da questo principio, il collegio di magistrati di Eurojust ha sancito, inviando una “raccomandazione” a Italia e Spagna sul caso dell’omicidio di Marcello Cenci, che il processo si dovrà celebrare a Ferrara. In questo modo si garantiranno soprattutto le richieste della famiglia Cenci di avere una giustizia più “vicina”. Come del resto Mario Cenci, il papà di Marcello, aveva sottolineato in una sua lettera nei giorni scorsi giudicando «quasi stucchevole» il contrasto giuridico aperto tra Italia e Spagna su chi dovesse portare avanti indagini sulla morte del figlio, chiuderle e chiedere il processo contro Eder Guidarelli, accusato e detenuto in carcere per omicidio volontario pluriaggravato.
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Lo aveva spiegato in una lettera diretta, toccante, incisiva, da padre di un ragazzo ucciso dopo essere stato perseguitato dal suo assassino. Chiarendo a tutti che «come famiglia Cenci cerchiamo giustizia e non vendetta e confidiamo non si percorrano giochi giuridici per arrivare a soluzioni di comodo o semplicistiche». E così, i magistrati di Eurojust, dopo aver valutato le ragioni della procura di Valencia (la città dove Marcello è stato ucciso il 2 luglkio scorso) e quelle dei magistrati di Ferrara - indirettamente - hanno dato una risposta alla famiglia Cenci, valutando che il processo più giusto contro Eder Guidarelli sarebbe dovuto essere celebrato in Italia, a Ferrara.
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A giocare un peso determinate sulla decisione sono stati infatti alcuni fattori, che la Giustizia europea ha considerato soppessando i costi di un processo (tutti costretti ad andare in Spagna), il ruolo delle famiglie coinvolte (entrambe italiane), i beni (italiani) al centro di una eventuale risarcimento e soprattutto la posizione della parte civile, della vittima, la famiglia, appunto di Marcello Cenci, alla quale si doveva dare una risposta più chiara e veloce possibile. La stessa procura di Ferrara, non a caso, argomentando in punto di diritto ad Eurojust aveva sottolineato proprio il ruolo della parte civile come uno degli elementi per cui far spostare il processo a Ferrara e non a Valencia, che dal punto di vista giuridico opponeva a competenza geografica (il delitto commesso a Valencia).
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Eurojust (pur non conoscendo i dettagli) sembra aver valutato per una decisione meno tecnica e più aderente al contesto: raccomandazione di Eurojust, però, non vincolante, non si tratta di un ordine giuridico ma di un consiglio. E allora, saranno determinanti le prossime settimane per valutare se questa “raccomandazione” avrà risultati: gli inquirenti spagnoli dovrebbero (potrebbero) inviare a Ferrara il fascicolo di inchiesta di Valencia: atti, riscontri, testimonianze, risultati medico legali. Se dovesse accadere questo non sarà più necessaria una rogatoria (atti ferraresi da svolgersi in Spagna) e l’inchiesta avrebbe una accelerazione verso il processo in tribunale a Ferrara. Al momento il provvedimento, arrivato poco prima di Natale è allo studio dei magistrati che lo valuteranno per attivare canali ed entrare in possesso del fascicolo. E finalmente dare giustizia alla famiglia Cenci.
Daniele Predieri
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