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Messa in carcere col vescovo e il saluto a don Antonio

Messa in carcere col vescovo e il saluto a don Antonio

Il vescovo Perego è ritornato fra a far visita ai carcerati della Casa Circondariale di via Arginone per celebrare la messa di Natale.Presenti un centinaio di detenuti, il 79enne cappellano monsignor...

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Il vescovo Perego è ritornato fra a far visita ai carcerati della Casa Circondariale di via Arginone per celebrare la messa di Natale.

Presenti un centinaio di detenuti, il 79enne cappellano monsignor Antonio Bentivoglio – che ha colto l’occasione per lasciare ufficialmente il ruolo di cappellano nell’istituto penitenziario, carica che ha ricoperto dal 1994 -, la comandante di reparto Annalisa Gadaleta, diversi volontari e catechisti e la Garante dei detenuti di Ferrara Stefania Carnevale.

Alle ore 10 l’arcivescovo ha celebrato lamessa, accompagnata dai canti della corale di Poggio Renatico, nella sala polivalente della struttura detentiva insieme a don Giacomo Granzotto, Monsignor Antonio Bentivoglio, don Paolo Cavallari, parroco di Mizzana e don Emanuele Lonardi, vicario della parrocchia di Santa Maria in Vado, che al termine della liturgia ha donato a ogni detenuto presente un piccolo biglietto di auguri, tutti pensieri realizzati dai suoi parrocchiani.

Nel saluto iniziale, mons. Perego ha sottolineato come in occasione del Santo Natale «i desideri, i sentimenti e i ricordi assumono un significato particolare”. Ispirandosi al Vangelo del giorno (Lc 1,57-66), nel quale si narra la nascita, circoncisione e assegnazione del nome a Giovanni Battista, l’Arcivescovo ha spiegato come «è importante a Natale scoprire il valore di ogni persona», in quanto «ognuno è amato da Dio per quello che è, il Signore guarda a ognuno per la propria storia. E così – ha proseguito – il nome dice dell’unicità di ognuno».

«Così il Natale deve farci scoprire «l’unicità di ogni figlio che nasce, di ogni fratello», e di conseguenza dobbiamo cogliere come «Gesù costruisca storie di relazione, di prossimità, di attenzione all’altro: a Natale riscopriamo questa serenità di avere in mezzo a noi il Signore, che ci raggiunge ovunque, anche qui».

Come accennato, la messa si è conclusa con il messaggio letto da Monsignor Antonio Bentivoglio in cui ha voluto salutare e ringraziare il personale, i volontari e i suoi “fratelli ristretti”: «c’è un tempo per incontrarsi e uno per lasciarsi, c’è il tempo del benvenuto e quello dell’addio», ha scandito Bentivoglio commuovendo tutti i presenti. «Le vostre vite – ha detto rivolto ai detenuti – hanno segnato anche la mia, rendendomi più sensibile alla sofferenza dei fratelli».

Un “grazie” a Monsignor Bentivoglio è stato rivolto dalla comandante Gadaleta a nome del personale del carcere: «don Antonio – ha spiegato – qui è stato testimone della cristianità con gesti concreti e con parole dolci».

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