Mobbing in municipio Comune condannato
Bondeno, la sentenza del giudice del lavoro dà ragione al dipendente L’ente paga all’addetto oltre 16mila euro tra risarcimento e spese legali
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BONDENO. Oltre 16mila di risarcimento. È quanto dovrà pagare il Comune di Bondeno, condannato dal giudice del lavoro, in tribunale a Ferrara, nella causa intentata per mobbing da un dipendente comunale. In particolare i 16 mila euro che il municipio deve versare al dipendente comprendono oltre 6.500 euro a risarcimento del danno subìto e altri 10mila euro per le spese legali sostenute dal lavoratore per la causa.
La vicenda che si è conclusa nei giorni scorsi con il giudizio di primo grado - ora il Comune dovrà decidere se ricorrere o meno in appello - ha preso il via quasi tre anni fa, quando un dipendente ha accusato l’ente di tenere nei suoi confronti comportamenti tesi a rendergli difficile (se non impossibile) la vita sul posto di lavoro.
L’11 febbraio 2015, infatti, quando il municipio era retto dal sindaco facente funzioni Cristina Coletti, un dipendente del Comune aveva presentato ricorso contro l'ente. Chiedendo «fosse accertato» che era stato illegittimamente oggetto di una condotta di mobbing da parte del Comune, che quindi doveva essere condannato al condannato «al pagamento dei danni subiti».
Danni quantificati dai legali del dipendente in 48mila e 461 euro.
Il municipio aveva chiesto subito una relazione al dirigente del settore in cui lavorava il dipendente che accusava il Comune. E da quella relazione il municipio aveva giudicato «infondata e pretestuosa» la richiesta. Così il sindaco facente funzioni era stato autorizzato a resistere in giudizio di fronte al ricorso.
Dopo una serie di udienze e la nomina di vari periti - anche da parte del Comune - la sentenza del giudice del lavoro, arrivata a metà novembre, con il giudice che condanna l’amministrazione a risarcire il dipendente, seppur con una somma inferiore a quella richiesta dal lavoratore nell’atto che ha aperto la causa.
Nei giorni scorsi, poi, la pubblicazione all’albo pretorio del Comune di Bondeno della determina dirigenziale con cui il municipio - la sentenza di primo grado è immediatamente esecutiva - preleva la somma necessaria al pagamento dall’avanzo dell’ente. (al.vin)
La vicenda che si è conclusa nei giorni scorsi con il giudizio di primo grado - ora il Comune dovrà decidere se ricorrere o meno in appello - ha preso il via quasi tre anni fa, quando un dipendente ha accusato l’ente di tenere nei suoi confronti comportamenti tesi a rendergli difficile (se non impossibile) la vita sul posto di lavoro.
L’11 febbraio 2015, infatti, quando il municipio era retto dal sindaco facente funzioni Cristina Coletti, un dipendente del Comune aveva presentato ricorso contro l'ente. Chiedendo «fosse accertato» che era stato illegittimamente oggetto di una condotta di mobbing da parte del Comune, che quindi doveva essere condannato al condannato «al pagamento dei danni subiti».
Danni quantificati dai legali del dipendente in 48mila e 461 euro.
Il municipio aveva chiesto subito una relazione al dirigente del settore in cui lavorava il dipendente che accusava il Comune. E da quella relazione il municipio aveva giudicato «infondata e pretestuosa» la richiesta. Così il sindaco facente funzioni era stato autorizzato a resistere in giudizio di fronte al ricorso.
Dopo una serie di udienze e la nomina di vari periti - anche da parte del Comune - la sentenza del giudice del lavoro, arrivata a metà novembre, con il giudice che condanna l’amministrazione a risarcire il dipendente, seppur con una somma inferiore a quella richiesta dal lavoratore nell’atto che ha aperto la causa.
Nei giorni scorsi, poi, la pubblicazione all’albo pretorio del Comune di Bondeno della determina dirigenziale con cui il municipio - la sentenza di primo grado è immediatamente esecutiva - preleva la somma necessaria al pagamento dall’avanzo dell’ente. (al.vin)
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