1947-2017»L’ANNIVERSARIO
SEGUE DALLA PRIMA
Si votava per la scelta fra Monarchia e Repubblica attraverso un referendum istituzionale, nonché per l’elezione dei deputati dell’Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di...
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Si votava per la scelta fra Monarchia e Repubblica attraverso un referendum istituzionale, nonché per l’elezione dei deputati dell’Assemblea Costituente, a cui sarebbe stato affidato il compito di redigere la nuova carta costituzionale. Il 18 giugno seguente la Cassazione proclamò ufficialmente la vittoria della Repubblica e il 25 venne insediata l’Assemblea Costituente con Giuseppe Saragat alla presidenza. Il primo atto dell’Assemblea fu l’elezione, il 28 giugno, del Capo provvisorio dello Stato: Enrico de Nicola.
L’Assemblea nominò quindi al suo interno una commissione, composta di 75 membri, incaricata di stendere il progetto generale della Costituzione. La Commissione si suddivise a sua volta in tre sottocommissioni: “Diritti e doveri dei cittadini”, presieduta da Umberto Tupini (Dc); “Organizzazione costituzionale dello Stato”, presieduta da Umbero Terracini (Pci); “Rapporti economici e sociali”, presieduta da Gustavo Ghidini (Psi). Un più ristretto comitato, formato da 18 membri si occupò di redigerla effettivamente, coordinando ed armonizzando i lavori delle tre commissioni. I 75 terminarono i lavori il 12 gennaio 1947 e il 4 marzo montò il dibattito del testo in aula. Il testo finale fu approvato definitivamente il 22 dicembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27.
«La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità», motivò Piero Calamandrei durante il celebre Discorso agli studenti di Milano. Nel tredicesimo collegio elettorale, che comprendeva le province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì, vennero eletti all’Assemblea Costituente Ilio Bosi e Vincenzo Cavallari nel gruppo parlamentare del Pci, e Luigi Preti nel gruppo parlamentare del Psiup, poi Psli. «Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta», precisò Calamandrei.
In occasione della ricorrenza i ricercatori e i docenti dell’Istituto di storia contemporanea hanno dato alle stampe il saggio I Costituenti ferraresi (nella foto).
Anna Quarzi
Presidente Isco Ferrara.
L’Assemblea nominò quindi al suo interno una commissione, composta di 75 membri, incaricata di stendere il progetto generale della Costituzione. La Commissione si suddivise a sua volta in tre sottocommissioni: “Diritti e doveri dei cittadini”, presieduta da Umberto Tupini (Dc); “Organizzazione costituzionale dello Stato”, presieduta da Umbero Terracini (Pci); “Rapporti economici e sociali”, presieduta da Gustavo Ghidini (Psi). Un più ristretto comitato, formato da 18 membri si occupò di redigerla effettivamente, coordinando ed armonizzando i lavori delle tre commissioni. I 75 terminarono i lavori il 12 gennaio 1947 e il 4 marzo montò il dibattito del testo in aula. Il testo finale fu approvato definitivamente il 22 dicembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27.
«La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile. Bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità», motivò Piero Calamandrei durante il celebre Discorso agli studenti di Milano. Nel tredicesimo collegio elettorale, che comprendeva le province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì, vennero eletti all’Assemblea Costituente Ilio Bosi e Vincenzo Cavallari nel gruppo parlamentare del Pci, e Luigi Preti nel gruppo parlamentare del Psiup, poi Psli. «Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta», precisò Calamandrei.
In occasione della ricorrenza i ricercatori e i docenti dell’Istituto di storia contemporanea hanno dato alle stampe il saggio I Costituenti ferraresi (nella foto).
Anna Quarzi
Presidente Isco Ferrara.
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