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sviluppi del fallimento

Costruttori, mini assegni per i 4.500 creditori

Costruttori, mini assegni per i 4.500 creditori

Briciole ai risparmiatori “chirografari” vittime del fallimento: il 2,76% dei crediti La banca Bper sbaglia l’invio dei titoli agli avvocati, si scusa e li rispedisce

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FERRARA. Finalmente arrivano, in questi giorni, gli assegni ai 4500 creditori chirografari, vittime del crac Coopcostruttori. Finalmente dopo che per un errore, la banca d’appoggio dei Commissari, la Bper aveva inviato gli assegni intestati solo ai legali “domiciliatari” dei creditori : così la banca è stata costretta prima ad una lettera di scuse poi al reinvio degli assegni nominali, intestati ad ogni creditore. Assegni per cifre anche ridicole, anche per 0.36 centesimi di euro. Perchè briciole erano e briciole sono rimaste. E dire che i soldi che i Commissari del fallimento Costruttori hanno raccolto erano pari a 15 milioni di euro: ma divideteli per 4500 creditori “chirografari” e fate presto a far di conto. Oltre a questa beffa “annunciatissima”, si è aggiunta quella degli assegni sbagliati. Parliamo di briciole perchè la percentuale rimborsata è di appena 2.76 % delle cifre per cui i creditori si erano inseriti allo stato passivo (l’elenco di chi vantava crediti) del fallimento della cooperativa di Argenta.

Per tutti i 4500 creditori, però, l’assegno è stato molto ma molto tribolato, e del resto questi creditori sono purtroppo abituati da 14 anni dopo il crac a chiedere conto dei propri risparmi inghiottiti dal crac Costruttori (vedi scheda a fianco del processo senza ancora una verità): si tratta di migliaia e migliaia di famiglie non solo dell’Argentano ma in tutta Italia, che avevano investito i propri risparmi nella Coop Costruttori: i loto titoli, che fossero prestito sociale o anche le famose Apc (azioni partecipazione cooperativa), non valevano nulla, carta straccia. Invece, oggi, per la prima volta nella storia giudiziaria fallimentare italiana, possono vantare di essere i primi creditori “chirografari” (creditori che vengono all’ultimo gradino e non ricevono mai rimborsi nei fallimenti) ad ottenere un rimborso. Anche se simbolico. Anche se ridicolo. Resta però la beffa dell’errore che come spiegavano ieri sera tanti legali interpellati direttamente è attribuibile alla banca che li ha emessi e poi spediti: Bper. Ha commesso un errore inviandoli una prima volta ai legali “domiciliatari” (sono gli avvocati presso i quali i creditori avevano eletto domicilio legale per farsi rappresentare nello stato passivo) e non nominalmente ai diretti creditori: dal punto di vista pratico, un avvocato avrebbe dovuto riscuotere i soldi per i suo assistiti e poi distribuirli. Non si fa e non si può fare.

Per riparare, Bper prima ha inviato una lettera di scuse ai vari legali, informandoli di non incassare gli assegni e riportarli alla filiale Bper più vicina. Poi di nuovo gli assegni validi: in questi giorni, pre e post Natale, sono arrivati agli avvocati, intestati ai vari creditori. Alcuni assegni cospicui, altri meno, veramente ridicoli: da 0.36 ai 3.5 euro per citare due casi concreti (vale comunque la regola comunque che meno hai perso, meno incassi). Briciole erano e briciole sono. Ma valgono come risarcimento morale.

Daniele Predieri
 

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