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Manca la guardia medica per emergenze pediatriche

di Annarita Bova
Manca la guardia medica per emergenze pediatriche

Le famiglie con bimbi malati dopo le 20 e nei festivi vengono dirottate a Cona I sindaci: una situazione che deve trovare soluzioni non più rinviabili 

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LAGOSANTO. Il bambino sta male, ma sono passare le 20 oppure è festa. E il pediatra non è più disponibile. Cosa fare? La domanda che dovrebbe ricevere la risposta più semplice e immediata sta invece dando vita ad una polemica sempre più feroce tanto che l’Azienda sanitaria di Ferrara sta cercando ogni strada possibile per correre ai ripari.

Gli unici ospedali che garantiscono un servizio con la presenza dei pediatri h24 sono quelli di Cona e di Cento, per il resto «tutto è stato smantellato e anche in maniera nostro parere poco consona - spiega Maria Teresa Romanini, presidente del consiglio dell’Unione dei Comuni del Delta del Po - e non solo non ci sono i pediatri in ospedale, ma non abbiamo nemmeno la guardia medica». E qui viene fuori il nocciolo della questione. In linea teorica i genitori possono rivolgersi alla guardia medica ma in pratica pochissimi medici sono preparati a intervenire con pazienti sotto i 14 anni e così nella maggioranza dei casi (per non dire sempre) soprattutto quando si tratta di bambini molto piccoli viene vivamente consigliato di portare i piccini in ospedale e di farli visitare da un pediatra. E il calvario ha inizio. Ore ed ore di attesa per avere la ricetta di un antibiotico o per sentirsi dire che basta un antipiretico mentre i medici sono stremati da visite che potrebbero essere tranquillamente svolte in ambulatorio o a casa. La Regione già da qualche anno ha dato il via libera all’istituzione della guardia medica pediatrica ma in realtà è un sogno e tale rimane, perché non ci sono fondi né pediatri che la vogliano fare. Ci sono giovani professionisti che sarebbero anche interessati, ma rimangono fuori dalla convenzione perché non hanno un punteggio sufficiente. «È vero - conferma il direttore dall’Ausl Claudio Vagnini - i pediatri non ci sono, non ne abbiamo e facciamo fatica a trovarne anche per gli ospedali. E si fa presto a dire che ci vuole una presenza di questo genere h24 al delta o che altre realtà vanno potenziate. Ma non è così semplice». E formare la guardia medica? «È una soluzione e ci stiamo lavorando. In teoria per i casi di normale amministrazione dovrebbe già filare tutto liscio, senza arrivare ad intasare gli ospedali come sta succedendo in questo periodo di feste». Insomma, da una parte è vero che genitori ansiosi hanno bisogno di supporto anche solo per un raffreddore, ma è altrettanto vero che con i bambini molto piccoli è difficile capire, prendere decisioni e dare delle medicine e che quindi «non possiamo fare a meno del servizio - va avanti la Romanini - e su questo non si può cedere. Era già tutto scritto? Non è vero. Ma anche se così fosse, oggi i sindaci chiedono che si intervenga per rispondere alle esigenze dei cittadini. I bambini si sono sempre ammalati e pare si ammalino in particolar modo dopo le 20 o nei giorni di festa, e cosa facciamo quindi? Li invitiamo a d andare a Cona con dei codici bianchi con tutto quello che comporta? Chiediamo ai genitori di avere pazienza fino al giorno dopo? No. Vogliamo dei medici preparati, dei medici che una volta visitato il paziente possano dare una terapia o consigliare di andare in ospedale se la situazione è critica. Non sono richieste dell’altro mondo, non ci sembra almeno. E questa volta esigiamo risposte».

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