Sandolo piange per Luca Il re delle arti marziali
di Davide Bonesi
Il 42enne conosciuto da tutti come “Ragno” era istruttore di discipline di difesa Tanti amici ai funerali. L’addio della compagna: «Mi mancherai per sempre»
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SANDOLO. Nella vita era un atleta fortissimo, esperto di arti marziali, ma in appena due mesi una malattia lo ha portato via ai suoi cari la vigilia di Natale, per il dolore della compagna, del padre e di tutti i familiari. Ieri pomeriggio nella chiesa di Sandolo è stato dato l’addio a Luca Ranieri, per tutti “Ragno”, il 42enne morto domenica al Sant’Anna di Cona.
Ranieri faceva parte della società Fighters Team Asd, iscritta alla Iaksa Italia, la prima federazione italiana di kick boxing. Ma il 42enne originario della frazione portuense - residente da anni a Ferrara -, era un esperto di altre arti marziali, come il krav maga utilizzato dai corpi speciali israeliani, sistemi e metodi di difesa russo, ma era anche istruttore di body building. Da circa tre anni lavorava come istruttore di difesa personale al palapalestre di Ferrara, ma teneva anche corsi di formazione per gli stessi istruttori, a dimostrazione della sua preparazione. Il suo sogno era quello di aprire un’attività in proprio in città. «Perdiamo un grande amico e un grande uomo - ci dice Paolo Gherardi, direttore tecnico del Fighters Team e vicepresidente Iaksa -, persona preparatissima e sempre disponibile per le nostre iniziative. Circa due mesi fa doveva partecipare ad una manifestazione di difesa personale abbinata ad un evento del 118, ma saltò per un’influenza e da quel momento non ha più tenuto neppure le lezioni».
Dopo la prima influenza, Ranieri ha poi accusato altri problemi fisici inizialmente non gravi, ma nonostante i vari controlli effettuati solo pochi giorni prima di morire gli è stato accertato un tumore oramai in stato avanzato: prima il ricovero in oncoematologia, poi sabato scorso quello urgente al Sant’Anna, in rianimazione, il giorno successivo la morte. Notevole il cordoglio per la scomparsa di “Ragno”, in primis dei tanti amici e colleghi sportivi con cui partecipava a gare e ieri pomeriggio presenti in massa nella piccola chiesa di Sandolo. Ranieri viveva a Ferrara con la compagna Sharon Vaccari, che sui social lo ha salutato così: “Ciao amore mio... mi mancherai per sempre”. A piangere la sua scomparsa anche i parenti, fra i quali il padre Aldo, giudice del Tribunale di Ferrara in pensione da alcuni anni.
Al termine della celebrazione religiosa - tenuta da don Raffaele Szarek - e dopo che è stato risolto un piccolo guasto al carro funebre (ha bucato una gomma appena arrivato alla chiesa di Sandolo), c’è stasto il trasferimento al cimitero di Portomaggiore per la tumulazione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ranieri faceva parte della società Fighters Team Asd, iscritta alla Iaksa Italia, la prima federazione italiana di kick boxing. Ma il 42enne originario della frazione portuense - residente da anni a Ferrara -, era un esperto di altre arti marziali, come il krav maga utilizzato dai corpi speciali israeliani, sistemi e metodi di difesa russo, ma era anche istruttore di body building. Da circa tre anni lavorava come istruttore di difesa personale al palapalestre di Ferrara, ma teneva anche corsi di formazione per gli stessi istruttori, a dimostrazione della sua preparazione. Il suo sogno era quello di aprire un’attività in proprio in città. «Perdiamo un grande amico e un grande uomo - ci dice Paolo Gherardi, direttore tecnico del Fighters Team e vicepresidente Iaksa -, persona preparatissima e sempre disponibile per le nostre iniziative. Circa due mesi fa doveva partecipare ad una manifestazione di difesa personale abbinata ad un evento del 118, ma saltò per un’influenza e da quel momento non ha più tenuto neppure le lezioni».
Dopo la prima influenza, Ranieri ha poi accusato altri problemi fisici inizialmente non gravi, ma nonostante i vari controlli effettuati solo pochi giorni prima di morire gli è stato accertato un tumore oramai in stato avanzato: prima il ricovero in oncoematologia, poi sabato scorso quello urgente al Sant’Anna, in rianimazione, il giorno successivo la morte. Notevole il cordoglio per la scomparsa di “Ragno”, in primis dei tanti amici e colleghi sportivi con cui partecipava a gare e ieri pomeriggio presenti in massa nella piccola chiesa di Sandolo. Ranieri viveva a Ferrara con la compagna Sharon Vaccari, che sui social lo ha salutato così: “Ciao amore mio... mi mancherai per sempre”. A piangere la sua scomparsa anche i parenti, fra i quali il padre Aldo, giudice del Tribunale di Ferrara in pensione da alcuni anni.
Al termine della celebrazione religiosa - tenuta da don Raffaele Szarek - e dopo che è stato risolto un piccolo guasto al carro funebre (ha bucato una gomma appena arrivato alla chiesa di Sandolo), c’è stasto il trasferimento al cimitero di Portomaggiore per la tumulazione.
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