I colleghi le donano ferie per consentirle di guarire
Bondeno, commessa con il cancro aveva esaurito i giorni di malattia e aspettativa. Ecco così l’inatteso regalo: «Un grazie grandissimo, sono rimasta senza parole»
BONDENO. Ha vinto la sua battaglia contro la malattia, ma rischiava di perdere contro le norme (spesso incomprensibili) della nostra società. Alla fine, come in ogni bella storia dalle tinte natalizie, ci hanno pensato i suoi angeli custodi a dare un lieto fine ad una vicenda altrimenti troppo difficile da sopportare. Vale a dire, i suoi colleghi che le hanno “regalato” i loro giorni di ferie, consentendole di tornare a lavorare tranquilla, dopo la convalescenza. Un bellissimo regalo di Natale È la storia di una commessa del supermercato Famila di Bondeno, che dal 6 marzo non è più potuta andare a lavorare, in quanto il giorno successivo si è dovuta sottoporre ad un intervento chirurgico, per l’asportazione di un cancro al seno. Sono seguiti mesi difficili, di calvario.
«Sono una paziente oncologica – racconta – una delle tante, purtroppo. Visto che il numero delle persone che si ammalano di cancro è in continuo aumento. Quando scopri di aver questo sgradito ospite dentro di te, la prima reazione è lo sgomento totale, la disperazione, la paura di non farcela davanti a un nemico che non ti aspettavi. Poi, però, ci si rende conto che noi siamo i primi fautori della riuscita delle cure e che bisogna reagire quanto più positivamente possibile. Io ho scelto di affrontarlo faccia a faccia il mio nemico – dice – ho voluto conoscerlo per non permettergli di annientarmi psicologicamente. Ma i momenti di caduta in un percorso così lungo e difficoltoso sono tanti e, in questi momenti, giocano un ruolo fondamentale le persone che ci circondano». Qui entrano in gioco i suoi colleghi di lavoro, che hanno letteralmente supplito alle tante carenze delle norme. Perché la donna, ancora in terapia oncologica, aveva esauriti i suoi 180 giorni di malattia annuali, e usufruito dei 60 giorni di aspettativa regolamentati dalla legge 181/bis. Rimaneva qualche giorno di ferie, ancora, ma poi? Solo un'aspettativa senza stipendio.
Il supermercato ha fatto il possibile per lei, ma le norme parlavano purtroppo chiaro. «Sono arrivata a questo punto di svolta – continua la dipendente – svuotando tutto il mio "kit di emergenza". Sto finendo le mie ultime ferie, e il pensiero di dover tornare a lavorare dopo quasi un anno, senza nemmeno un giorno a disposizione per un’eventuale necessità, mi ha creato una situazione emotiva davvero difficile. Ed è a questo punto che ho scoperto che “Babbo Natale” non è solo una favola per bambini! il mio Babbo Natale ha rivestito i panni dei miei colleghi che, generosamente e per me inaspettatamente, mi hanno fatto dono di un po' delle loro ferie». Per la prima volta – racconta la donna – «sono rimasta senza parole e, dopo tante lacrime di paura, ho pianto di gioia, di riconoscenza e di gratitudine. Molte colleghe mi hanno detto che il loro era un gesto fatto col cuore e non per la "visibilità", ed ora più che mai sono sicura della loro generosità finalizzata solo al mio bene. Ma io avevo bisogno di "esternare" (come sempre) con che persone meravigliose lavoro. La mia gratitudine e il mio ringraziamento non saranno mai sufficienti a "pareggiare il conto". Sono orgogliosa di lavorare, anzi di tornare a lavorare al Famila di Bondeno».
Mirco Peccenini
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