verso le elezioni politiche
Lega Nord, l’agenda per il 2018
di Marcello Pulidori
Lodi: «Un parlamentare ferrarese». L’ultimo fu Dell’Uomo nel 1994
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Incontro di fine anno decisamente scoppiettante per la Lega Nord Ferrara e le dichiarazioni fatte, incontro al termine del quale i vertici comunali del partito hanno auspicato la prossima elezione di «un parlamentare leghista ferrarese, che si faccia portatore degli interessi veri di questa città». L’ultima volta fu nel 1994: Biagio Dell’Uomo senatore.
Si attendono i nomi dei candidati. Il segretario comunale Nicola Lodi ha poi assegnato un titolo all’anno che sta per concludersi: «La Lega detta l’agenda politica del Comune». Da qui il responsabile comunale del Carroccio ha annunciato alcuni obiettivi che la Lega Nord Ferrara ha raggiunto in questo anno: «In certi momenti - ha detto Lodi, non senza un pizzico di spirito di provocazione - sembravamo noi alla guida del Comune. Il Pd è totalmente “in acqua”, incapace di gestire ciò che dovrebbe gestire e alle prese con una preoccupante emorragia di iscritti. Da due anni chiedevamo l’Esercito e finalmente l’Esercito è arrivato. Dopo 30 anni di immobilismo, grazie alla Lega Nord, sono iniziati i lavori di demolizione del Palaspecchi, che altrimenti - ha ricordato Lodi - sarebbe diventato un hotel per delinquenti». Un’attività politica di cui sia Lodi sia Giovanni Cavicchi consigliere comunale, si sono detti «orgogliosi» è stata l’attività di accesso agli atti, che «ha consentito di fare chiarezza - ha detto ancora Lodi - su alcuni temi caldi del dibattito politico». Il 2018, hanno proseguito i due dirigenti leghisti, «sarà anche l’anno dello stop ai fondi dati soltanto alle associazioni amiche, cioè a quelle col bollino Arci. Le Politiche 2018 saranno un test importantissimo - ha proseguito il segretario comunale del Carroccio -, per arrivare alle Amministrative della primavera 2019, elezione che la coalizione di centro-destra potrà vincere soltanto se unita». Lodi ha citato tra i possibilissimi alleati della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Ma, ha ribadito, «le Comunali 2019 si potranno vincere solo con l’apporto di tutta l’opposizione, anche del M5S».
In conclusione di incontro, Cavicchi si è mostrato meno ottimista di Lodi, notando ancora un «centro-destra diviso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Si attendono i nomi dei candidati. Il segretario comunale Nicola Lodi ha poi assegnato un titolo all’anno che sta per concludersi: «La Lega detta l’agenda politica del Comune». Da qui il responsabile comunale del Carroccio ha annunciato alcuni obiettivi che la Lega Nord Ferrara ha raggiunto in questo anno: «In certi momenti - ha detto Lodi, non senza un pizzico di spirito di provocazione - sembravamo noi alla guida del Comune. Il Pd è totalmente “in acqua”, incapace di gestire ciò che dovrebbe gestire e alle prese con una preoccupante emorragia di iscritti. Da due anni chiedevamo l’Esercito e finalmente l’Esercito è arrivato. Dopo 30 anni di immobilismo, grazie alla Lega Nord, sono iniziati i lavori di demolizione del Palaspecchi, che altrimenti - ha ricordato Lodi - sarebbe diventato un hotel per delinquenti». Un’attività politica di cui sia Lodi sia Giovanni Cavicchi consigliere comunale, si sono detti «orgogliosi» è stata l’attività di accesso agli atti, che «ha consentito di fare chiarezza - ha detto ancora Lodi - su alcuni temi caldi del dibattito politico». Il 2018, hanno proseguito i due dirigenti leghisti, «sarà anche l’anno dello stop ai fondi dati soltanto alle associazioni amiche, cioè a quelle col bollino Arci. Le Politiche 2018 saranno un test importantissimo - ha proseguito il segretario comunale del Carroccio -, per arrivare alle Amministrative della primavera 2019, elezione che la coalizione di centro-destra potrà vincere soltanto se unita». Lodi ha citato tra i possibilissimi alleati della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Ma, ha ribadito, «le Comunali 2019 si potranno vincere solo con l’apporto di tutta l’opposizione, anche del M5S».
In conclusione di incontro, Cavicchi si è mostrato meno ottimista di Lodi, notando ancora un «centro-destra diviso».
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