«Niente mensa in caserma» Protestano i vigili del fuoco
Dal 1 gennaio solo buoni pasto da 7 euro e “fai da te” nei distaccamenti e piccole sedi I sindacati: «Ognuno dovrà procurarsi il cibo prima, impossibile farlo durante il servizio»
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Anno nuovo, altre regole per la mensa dei vigili del fuoco che dal 1 gennaio, nelle piccole caserme dei vari distaccamenti della provincia dovranno provvedere da soli, con un buono pasto da 7 euro, durante i turni di servizio, a procurarsi il cibo per pranzo, cena, colazione. Tanto che i rappresentanti sindacali dell’Usb, scrivono sarcasticamente che «i vigili del fuoco sono alla frutta, anzi nemmeno quella per la mensa di servizio che non c’è più».
Ma andiamo con ordine nel raccontare la situazione che è stata fotografata dai sindacati dei vigili del fuoco di Ferrara. Dal primo gennaio prossimo, al personale operativo dei distaccamenti dei vigili del fuoco di Ferrara - quindi si parla di un totale di 112 persone, divise in 4 turni di servizio - la mensa che veniva assicurata in passato, e che spetta ad ognuno dei vigili in servizio, non sarà più erogata. O meglio, spiega la nota dei sindacati, «non lo sarà in modo confezionato presso la stessa sede lavorativa da personale di ditta esterna, ma sarà garantita con un buono pasto da 7 euro che - sottolineano i sindacati - dovrà essere anticipato dal lavoratore stesso. E pur essendo erogato, per garantirsi il pasto durante il turno di servizio spesso non questo è possibile spenderlo per acquistare quanto dovuto in turno di servizio». Insomma, quando un vigili sarà di turno non gli sarà possibile nè spendere il buono, nè trovare cibo. Dovrà, farlo, spiegano i sindacati, acquistare gli alimentari fuori dal turno, con mezzi personali «sperando che vicino alle caserme vi siano attività aperte che accettino il buono pasto, anticipato economicamente dal lavoratore». E chi vuole il fai date in caserma? «Non sarà possibile accedere ai locali adibiti a cucina - con divieto assoluto - da sempre presente nelle caserme dei distaccamenti, se non per riscaldare ciò che si è preso con il buono pasto con microonde o piastra a gas».
E dire, spiegano ancora che «a tutt'oggi l'amministrazione non ha dato ancora direttive certe e precise su come il personale si deve comportare, garantendo il diritto a consumare in servizio il pasto dovuto, come optare in caso di chiusura degli esercizi alimentari, come mantenere igienicamente puliti i locali e gli ausili per il riscaldo dei cibi, e con quali prodotti e a chi spetta pulire». Un dubbio ancora irrisolto. O meglio, una idea i sindacati dei vigili ce l’hanno: «probabilmente l’amministrazione intende che nel buono pasto sia compreso anche il detergente, gli stracci, le spugne le scope e le palette per la pulizia delle cucine, ma il buono pasto è solo riferito a prodotti alimentari: lo sanno questo o no all’amministrazione?». E dire, sottolineano i sindacati che a fronte di questa situazione «la nostra amministrazione prima bandisce gare d'appalto dove si deve garantire una equilibrata e studiata alimentazione al personale permanente in turno di servizio con una tanto pubblicizzata educazione alimentare, poi ripudia tutto ciò e ti liquida dandoti 7 euro per mangiare». Tutto questo, ovvio, non è un problema solo ferrarese, ma a carattere nazionale dal prossimo primo gennaio. Che è un giorno festivo: «dunque - ironizzano -, al personale permanente delle sedi distaccate un poco di digiuno farà senz'altro piacere dopo le abbuffate di Natale e unica vera alternativa la mensa della Caritas». Occorre dire, concludono i sindacati che «nelle sedi centrali la mensa è garantita dalla presenza di addetti di ditta esterna, quindi questo è altro controsenso: pur avendo a livello nazionale lo stesso contratto, esistono vigili del fuoco che hanno diritto al pasto e altri no». La proposta? Un appello molto polemico per il 1 gennaio: «se avete avanzi del cenone di Capodanno forse ci possono fare comodo».
Ma andiamo con ordine nel raccontare la situazione che è stata fotografata dai sindacati dei vigili del fuoco di Ferrara. Dal primo gennaio prossimo, al personale operativo dei distaccamenti dei vigili del fuoco di Ferrara - quindi si parla di un totale di 112 persone, divise in 4 turni di servizio - la mensa che veniva assicurata in passato, e che spetta ad ognuno dei vigili in servizio, non sarà più erogata. O meglio, spiega la nota dei sindacati, «non lo sarà in modo confezionato presso la stessa sede lavorativa da personale di ditta esterna, ma sarà garantita con un buono pasto da 7 euro che - sottolineano i sindacati - dovrà essere anticipato dal lavoratore stesso. E pur essendo erogato, per garantirsi il pasto durante il turno di servizio spesso non questo è possibile spenderlo per acquistare quanto dovuto in turno di servizio». Insomma, quando un vigili sarà di turno non gli sarà possibile nè spendere il buono, nè trovare cibo. Dovrà, farlo, spiegano i sindacati, acquistare gli alimentari fuori dal turno, con mezzi personali «sperando che vicino alle caserme vi siano attività aperte che accettino il buono pasto, anticipato economicamente dal lavoratore». E chi vuole il fai date in caserma? «Non sarà possibile accedere ai locali adibiti a cucina - con divieto assoluto - da sempre presente nelle caserme dei distaccamenti, se non per riscaldare ciò che si è preso con il buono pasto con microonde o piastra a gas».
E dire, spiegano ancora che «a tutt'oggi l'amministrazione non ha dato ancora direttive certe e precise su come il personale si deve comportare, garantendo il diritto a consumare in servizio il pasto dovuto, come optare in caso di chiusura degli esercizi alimentari, come mantenere igienicamente puliti i locali e gli ausili per il riscaldo dei cibi, e con quali prodotti e a chi spetta pulire». Un dubbio ancora irrisolto. O meglio, una idea i sindacati dei vigili ce l’hanno: «probabilmente l’amministrazione intende che nel buono pasto sia compreso anche il detergente, gli stracci, le spugne le scope e le palette per la pulizia delle cucine, ma il buono pasto è solo riferito a prodotti alimentari: lo sanno questo o no all’amministrazione?». E dire, sottolineano i sindacati che a fronte di questa situazione «la nostra amministrazione prima bandisce gare d'appalto dove si deve garantire una equilibrata e studiata alimentazione al personale permanente in turno di servizio con una tanto pubblicizzata educazione alimentare, poi ripudia tutto ciò e ti liquida dandoti 7 euro per mangiare». Tutto questo, ovvio, non è un problema solo ferrarese, ma a carattere nazionale dal prossimo primo gennaio. Che è un giorno festivo: «dunque - ironizzano -, al personale permanente delle sedi distaccate un poco di digiuno farà senz'altro piacere dopo le abbuffate di Natale e unica vera alternativa la mensa della Caritas». Occorre dire, concludono i sindacati che «nelle sedi centrali la mensa è garantita dalla presenza di addetti di ditta esterna, quindi questo è altro controsenso: pur avendo a livello nazionale lo stesso contratto, esistono vigili del fuoco che hanno diritto al pasto e altri no». La proposta? Un appello molto polemico per il 1 gennaio: «se avete avanzi del cenone di Capodanno forse ci possono fare comodo».
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