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Derivato, il Comune rinuncia alla causa e paga 6,5 milioni

Derivato, il Comune rinuncia alla causa e paga 6,5 milioni

Ferrara. La decisione innescata dal fallimento del ricorso “gemello” a Prato: in sospeso 2 milioni di spese legali. L’assessore Vaccari: contenzioso strada obbligata, nel 2012 Dexia non era disponibile a trattare

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FERRARA. “Botto” di fine anno poco gradito e molto costoso per il Comune. È infatti caduto anche l’ultimo velo d’incertezza che circondava la vicenda del derivato Dexia, un prodotto finanziario acquistato da Palazzo municipale a inizio Duemila per tutelarsi da eccessivi rialzi dei tassi d’interesse, e trasformato in una trappola finanziaria: la via giudiziaria si è chiusa definitivamente, e non c’è alternativa ad un maxi-pagamento da 6,5 milioni di euro più spese legali. Sono proprio queste ultime a costituire il costo finale del contenzioso avviato dal Comune nel 2012 per tentare di evitare il salasso finanziario, e la loro definizione occuperà le prossime settimane di lavoro degli studi legali. A bilancio 2018 sono per ora accantontati 2 milioni di euro per questa voce.

La resa di Palazzo Municipale segue quella del Comune di Prato, apripista nel contenzioso degli enti locali italiani nei confronti dell’istituto finanziario belga, di fronte al tribunale di Londra. La Supreme court inglese ha infatti negato ai pratesi il permesso di presentare un nuovo ricorso verso la precedente sentenza della Court of appeal, confermando quindi quanto stabilito da quest’ultima nel giugno scorso. I giudici inglesi, in sostanza, avevano respinto la tesi italiana della «incapacità» degli enti locali di comprendere appieno la portata di questi complessi contratti, e quindi la richiesta di renderli invalidi. La conseguenza è che Prato dovrà pagare tutte le rate sospese in attesa del giudizio.

«Anche noi pagheremo i differenziali tenuti fermi dal 2012, da quando cioè abbiamo sospeso i pagamenti a Dexia - spiega Luca Vaccari, assessore al Bilancio del Comune di Ferrara - Si tratta di 6,5 milioni di euro già accantonati, ai quali faranno seguito le rate dei prossimi due anni, gli ultimi previsti dal contratto: si tratta di 900mila euro l’anno». In pratica il Comune si trova a pagare l’intero importo del Resta parzialmente in sospeso la partita delle spese legali, «ci sono due strade - spiega l’assessore - Il 17 gennaio, di fronte al tribunale inglese, potremmo chiedere al giudice di chiudere il la causa definendo la compensazione delle spese legali. Oppure la nostra richiesta potrebbe essere una nuova sospensione per raggiungere un accordo con Dexia. È materia di studio da parte dei legali, attendiamo nei prossimi giorni un’indicazione più precisa».

Non era proprio possibile aprire una trattativa con l’istituto finanziario belga nel 2012, invece di andare in causa? «No, perché Dexia si è sempre rifiutata di transare - è la spiegazione di Vaccari - anche perché avrebbe dovuto farlo con tutti i Comuni italiani. La decisione di aprire il contenzioso fu comunque sottoscritta dal Consiglio comunale».

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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