La cooperativa la Pieve dalla parte dei più deboli
Fondata nel 1984, vi lavorano 270 persone, almeno il 30% dei posti riservato a persone disabili o in condizioni di svantaggio. Quattro le aree
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ARGENTA. Da sempre il territorio argentano si contraddistingue per quanto riguarda il sociale. Diverse sono le cooperativa che sono al servizio della comunità, tra queste figura la Cooperativa Sociale "La Pieve" che opera sul territorio da ben 33 anni e nel corso del tempo ha diversificato i propri servizi. Occupazione, inserimento lavorativo, formazione, riabilitazione: con questi obiettivi la Cooperativa sociale La Pieve in accordo con vari enti pubblici di Ravenna e Ferrara e con l'Opera di Santa Teresa, promuove il lavoro e la solidarietà. A tale scopo, opera nell'intento di promuovere la cooperazione sociale cosiddetta di tipo B - ossia che destina almeno il 30% dei posti di lavoro a persone disabili o in condizioni di svantaggio - e con esse la qualità della vita di persone in difficoltà. Attualmente, tra Ravenna e Ferrara, vi lavorano 270 persone, di cui 10 a livello impiegatizio e una trentina in ruoli di coordinamento e 230 operativi nelle varie attività. Queste sono suddivise nelle aree: artigianale, agricola, servizi alla collettività e servizi alla persona. Fondata nel 1984 ad Argenta grazie alla volontà e al sostegno del parroco don Matteo Solaroli, con il nome di Cooperativa Solidarietà e con lo scopo iniziale di realizzare servizi per gli anziani. Con una squadra di 44 operatori, coordinata dal responsabile Franco Calzolari. La Pieve si occupa, su incarico di Soelia, di effettuare il servizio porta a porta di raccolta differenziata del verde, della raccolta su chiamata dei rifiuti ingombranti, dell'olio alimentare esausto e di indumenti e, dal 2009, gestisce il centro di di assemblaggio dei rifiuti ingombranti in via Bandissolo, con recupero di frazioni quali legno, tessuto, ferro, plastica e vetro. Fornisce inoltre supporto nella manutenzione al verde pubblico e dei cimiteri. Da evidenziare il centro residenziale socio-riabilitativo di S. Biagio dell'ex Balla Cogolli che ospita 15 persone giovani e adulte con disabilità, assistite da 9 operatori; il Centro diurno socio-occupazionale di Maiero che ospita 24 persone con disabilità gravi che non sono in grado di svolgere attività occupazionali e lavorative in autonomia. La lavorazione della ceramica e l'assemblaggio collari per l'edilizia (grondaie) sono tra le attività principali che hanno valenza socio-riabilitativa. Vi lavorano 4 persone. L’asilo Nido Dorè' di S. Biagio vede impiegate 4 operatrici che si occupano della cura di bimbi che vanno dai 3 mesi a 3 anni.
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