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Ritornano le borse lavoro per i cittadini in difficoltà

Ritornano le borse lavoro per i cittadini in difficoltà

Portomaggiore, l’assessore: saranno assegnati incarichi di pubblica utilità Con il nuovo anno verranno anche ridisegnati i piani di zona

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PORTOMAGGIORE. Nel corso del 2018 verranno riattivate dal comune di Portomaggiore le borse lavoro, dando così la possibilità a persone appartenenti alle fasce deboli di essere inserite in contesti che permettano loro di sperimentare le proprie capacità spendibili poi nel mondo del lavoro, e di ricevere per questo un contributo economico. Si tratta di attività come la manutenzione e lo sfalcio del verde, l’assistenza durante la Fiera, e altre attività di tipo manuale. Alessandro Vacchi, assessore alle Politiche Sociali del Comune, ci tiene e a precisare che «non si tratta di mero assistenzialismo, in quanto le persone vengono chiamate a svolgere mansioni di pubblica utilità, dopo un colloquio. Inoltre», continua l’assessore, «è anche un aiuto alla comunità, perché siamo sempre carenti di operai».

Attualmente, il comune portuense sta dialogando anche con l’Asp, «per armonizzare le nostre azioni con quelle di Stato e Regione, per agire in ottemperanza della legge 14», spiega ancora Vacchi, che ribadisce che alle borse lavoro che saranno stanziate nel 2018 «sono state assegnate le stesse risorse di due anni fa. Nel comune inoltre, sono attivi altri strumenti di contrasto alla povertà, come il Reddito di Inclusione e il Reddito di solidarietà». Per poter presentare la domanda per ottenere la borsa lavoro, occorrono un reddito Isee inferiore a 8.300 euro e l’iscrizione al centro dell’impiego che attesti lo stato di disoccupazione. Per quanto riguarda i piani di zona, cioè il documento programmatico con il quale i Comuni associati d’intesa con l’Asl, definiscono le politiche sociali e socio-sanitarie del territorio,

Alessandro Vacchi, annuncia che «nel 2018 ci sarà un ridisegno totale, e saremo obbligati ad andare in consiglio comunale. Di norma la programmazione del Piano di Zona è triennale, oggi invece sono tutti programmi annuali. Per ciò che concerne il Fondo Regionale per la non Autosufficienza (Frna) e le azioni che si finanziano con questo fondo siamo di fronte a un mantenimento dell’impianto complessivo del fondo, senza tagli né diminuzioni. Il Fondo regionale per la non autosufficienza agisce su anziani e disabili; nella programmazione sono già state stanziate risorse anche sul Dopo di noi, sulle disabilità che hanno ancora alcune autonomie, con lo scopo di evitare l’istituzionalizzazione del disabile. Per ciò che riguarda la programmazione sociale, le risorse aggiuntive del 2016 sono state tutte impiegate nell’area di contrasto alla povertà, nell’ottica di aiutare i comuni nell’attuazione di misure concrete». (ve.ca.)

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