Un ponte culturale lega Comacchio a Beit Sahour
Da due anni un patto di amicizia con la cittadina palestinese vicino a Betlemme Un finanziamento di 800mila euro dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione
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COMACCHIO. Dal 30 ottobre 2015, data in cui è stato stretto un patto di amicizia, un ponte culturale lega Beit Sahour, cittadina palestinese che sorge a pochi chilometri ad est di Betlemme a Comacchio, ma da oggi si moltiplicano in maniera esponenziale i motivi di vicinanza tra le due città.
«C'è in atto una progettualità di tipo internazionale, su cui si era ragionato - ha spiegato il sindaco Marco Fabbri -, con molte aspettative, ma sinceramente non eravamo così certi di arrivare al risultato. Abbiamo ricevuto un contributo di circa 800 mila euro - ha aggiunto Fabbri - per i prossimi tre anni per attivare una serie di progettualità con la comunità palestinese di Beit Sahour».
Il riconoscimento del finanziamento, anticipato in consiglio comunale, permetterà al Comune lagunare di condividere con Beit Sahour, città palestinese isolata dal mondo da un decennio, dopo la chiusura dei trattati di pace, una serie di progetti fondati sulla reciproca crescita culturale ed economica.
L'importante finanziamento arriva dall'Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ente pubblico dedito alla promozione dello sviluppo internazionale e alle emergenze umanitarie e vigilato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Saranno messe in campo nell'arco di un triennio azioni di rafforzamento del patto d'amicizia basate sul partenariato territoriale in un'ottica di sviluppo reciproco culturale e turistico. In una terra segnata da divisioni e conflitti quale è la Palestina, Beit Sahour, nota per essere il luogo, secondo il Nuovo Testamento, in cui un angelo annunciò ai pastori la nascita di Gesù, si connota per la convivenza pacifica tra l'80% dei residenti di religione cristiana ed la restante minoranza, pari al 20% di religione musulmana.
La cittadina palestinese è al centro del mondo come autentico laboratorio culturale, dove letteratura, musica, teatro, pittura costituiscono il tessuto sociale basilare e fondamentale per contrastare l'odio, la violenza, le divisioni millenarie.
Proprio il versante sociale rappresenta un traino, un punto fermo anche per Comacchio che nel bilancio di previsione approvato dieci giorni fa, ha fissato un paletto sui servizi alla persona. Come ha ribadito lo stesso Fabbri, «i servizi rivolti all'infanzia, le tariffe dei buoni mensa e del trasporto scolastico restano invariati. Sul sociale si continuerà ad investire». Oltre ai servizi già presenti, sono previste forme di sostegno alle fasce più deboli della popolazione, per contrastare l'esclusione sociale, attraverso interventi di inclusione e di aiuto al reddito delle famiglie.
«C'è in atto una progettualità di tipo internazionale, su cui si era ragionato - ha spiegato il sindaco Marco Fabbri -, con molte aspettative, ma sinceramente non eravamo così certi di arrivare al risultato. Abbiamo ricevuto un contributo di circa 800 mila euro - ha aggiunto Fabbri - per i prossimi tre anni per attivare una serie di progettualità con la comunità palestinese di Beit Sahour».
Il riconoscimento del finanziamento, anticipato in consiglio comunale, permetterà al Comune lagunare di condividere con Beit Sahour, città palestinese isolata dal mondo da un decennio, dopo la chiusura dei trattati di pace, una serie di progetti fondati sulla reciproca crescita culturale ed economica.
L'importante finanziamento arriva dall'Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ente pubblico dedito alla promozione dello sviluppo internazionale e alle emergenze umanitarie e vigilato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Saranno messe in campo nell'arco di un triennio azioni di rafforzamento del patto d'amicizia basate sul partenariato territoriale in un'ottica di sviluppo reciproco culturale e turistico. In una terra segnata da divisioni e conflitti quale è la Palestina, Beit Sahour, nota per essere il luogo, secondo il Nuovo Testamento, in cui un angelo annunciò ai pastori la nascita di Gesù, si connota per la convivenza pacifica tra l'80% dei residenti di religione cristiana ed la restante minoranza, pari al 20% di religione musulmana.
La cittadina palestinese è al centro del mondo come autentico laboratorio culturale, dove letteratura, musica, teatro, pittura costituiscono il tessuto sociale basilare e fondamentale per contrastare l'odio, la violenza, le divisioni millenarie.
Proprio il versante sociale rappresenta un traino, un punto fermo anche per Comacchio che nel bilancio di previsione approvato dieci giorni fa, ha fissato un paletto sui servizi alla persona. Come ha ribadito lo stesso Fabbri, «i servizi rivolti all'infanzia, le tariffe dei buoni mensa e del trasporto scolastico restano invariati. Sul sociale si continuerà ad investire». Oltre ai servizi già presenti, sono previste forme di sostegno alle fasce più deboli della popolazione, per contrastare l'esclusione sociale, attraverso interventi di inclusione e di aiuto al reddito delle famiglie.
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