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Feriti nel “contromano” «Siamo stati fortunati»

Feriti nel “contromano” «Siamo stati fortunati»

La 26enne finita in ospedale con il marito: quei due fari ci venivano incontro Il 79enne entrato in “super” dalla parte sbagliata aveva limitazioni alla guida

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Dice di essersi reso conto subito di percorrere il raccordo autostradale contromano e di aver cercato disperatamente un varco nel new jersey per saltare sulla corsia giusta, il conducente della Jeep che venerdì sera ha seminato il panico e provocato un incidente fortunatamente non grave. Si tratta di un bondenese classe ’38 con limitazioni alla guida nelle ore notturne e in autostrada, al quale è stata immediatamente ritirata la patente a fine revoca: ha imboccato per sbaglio l’ingresso contromano dello svincolo di via Bologna, ha ammesso nelle poche parole dette dopo lo scontro, era sobrio e non ha nemmeno dovuto ricorrere ai medici.

Al pronto soccorso di Cona sono finiti l’altra sera i due giovani, marito e moglie, occupanti dalla Clio contro la quale è finita la Jeep (un terzo veicolo è stato investito da frammenti). La ragazza, 26 anni, portava il collarino, il dolore al collo e alla schiena erano forti. «Questa volta siamo stati fortunati» ha detto a voce bassa, gli occhi lucidi che fissano il soffitto. Perché, fa capire, quando ha visto «quei due fari che ci venivano incontro sulla nostra stessa corsia» ha pensato che forse non ce l’avrebbero fatta, lei e il marito, 31 anni, ad uscire vivi dall’abitacolo. Stavano andando verso l’autostrada, sono stati fermati da due luci che li puntavano e da una Jeep impazzita. La domanda a cui la giovane in barella non sa rispondere è perché quell’auto ha continuato a viaggiare contromano («Da dove è entrata? Quanta strada ha fatto?») rischiando di provocare una tragedia irreparabile. Il marito è stato portato in un ambulatorio del Pronto soccorso. I medici lo hanno chiamato per la visita prima della moglie, segno che le ferite che il trentunenne ha subito nell’urto apparivano ai soccorritori più gravi delle sue. Vicino alla barella della ventiseienne era seduto il papà. La domanda che rivolgono al giornalista è la stessa che si porrebbe chiunque avesse vissuto il panico di una situazione tanto assurda: «E’ possibile sbagliare scambiando l’uscita della superstrada per l’ingresso? E per quale motivo?».

Domande a cui cercheranno di rispondere i periti che analizzeranno il caso e gli ispettori della Polizia stradale. Oltre a chi, evidentemente, ha commesso l’errore che ha provocato il ferimento dei due giovani, ha danneggiato tre auto e ha fatto chiudere la superstrada, tra via Ravenna e via Bologna, per quasi un’ora. Un bilancio tutto sommato leggero se confrontato con quello che sarebbe potuto accadere, ma la dinamica non è poi così rara come si potrebbe immaginare. «Pochi giorni fa - racconta Paolo Piccinin, comandante della polizia stradale di Altedo, competente per l’intervento sull’asta del raccordo autostradale - ci è stato segnalato un caso analogo, un’auto che marciava nella direzione sbagliata, qui, in superstrada».



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