Imprese, occhio alle scelte per non pagare in eccesso
Chiedere un contenitore non adatto può far lievitare parecchio la bolletta Parte l’Osservatorio Comune-Cna per consigliare le aziende e i negozi
2 MINUTI DI LETTURA
Per le utenze non domestiche è stato adottato un sistema misto porta a porta-calotte. I titolari delle aziende sono chiamati a compiere alcune scelte nell’ambito di questo sistema misto, e le decisioni adottate potranno rivelarsi più o meno convenienti, caso per caso. La scelta più importante riguarda il tipo di contenitore, o meglio le sue dimensioni, di cui dotarsi per l’indifferenziata.
Si va dall’uso della Carta Smeraldo (40 conferimenti), alla pattumella da 40 litri (40 conferimenti), a contenitori più ampi da 120, 240, 360, 1.700, 3.200 e 18.000 litri (26 conferimenti). Richiedere un contenitore troppo ampio per le proprie esigenze, può comportare un oneroso e inutile esborso, che può arrivare a un centinaio di euro in più all’anno. Per questo, a partire da domani insieme alla tariffa puntuale entrerà in funzione l’Osservatorio di Comune e Cna che avrà il compito di contattare gli utenti che si ritiene abbiano richiesto un contenitore sovradimensionato rispetto allo loro reali necessità.
Una scelta sbagliata non è irreversibile, e in qualsiasi momento gli utenti non domestici possono richiedere di cambiare il contenitore. Non è esclusa nemmeno la possibilità di sgravi nei confronti di aziende ed esercizi commerciali che, pur differenziando correttamente, finiscono per essere svantaggiati, ma questo dipenderà dalla possibilità dell’Osservatorio di disporre di fondi mirati forniti da Atesir.
Quello di ritrovarsi con una bolletta pesante nonostante la puntuale separazione dei rifiuti è un rischio tutt’altro che improbabile per alcune categorie, come dimostra la tabella centrale, e in particolare per alimentari, panetterie, rosticcerie, macellerie, ristoranti, pizzerie, pub, bar e pasticcerie, pescherie, fiorai, grandi magazzini, super e ipermercati ma anche farmacie e, su tutti, negozi di frutta e verdura.
Si va dall’uso della Carta Smeraldo (40 conferimenti), alla pattumella da 40 litri (40 conferimenti), a contenitori più ampi da 120, 240, 360, 1.700, 3.200 e 18.000 litri (26 conferimenti). Richiedere un contenitore troppo ampio per le proprie esigenze, può comportare un oneroso e inutile esborso, che può arrivare a un centinaio di euro in più all’anno. Per questo, a partire da domani insieme alla tariffa puntuale entrerà in funzione l’Osservatorio di Comune e Cna che avrà il compito di contattare gli utenti che si ritiene abbiano richiesto un contenitore sovradimensionato rispetto allo loro reali necessità.
Una scelta sbagliata non è irreversibile, e in qualsiasi momento gli utenti non domestici possono richiedere di cambiare il contenitore. Non è esclusa nemmeno la possibilità di sgravi nei confronti di aziende ed esercizi commerciali che, pur differenziando correttamente, finiscono per essere svantaggiati, ma questo dipenderà dalla possibilità dell’Osservatorio di disporre di fondi mirati forniti da Atesir.
Quello di ritrovarsi con una bolletta pesante nonostante la puntuale separazione dei rifiuti è un rischio tutt’altro che improbabile per alcune categorie, come dimostra la tabella centrale, e in particolare per alimentari, panetterie, rosticcerie, macellerie, ristoranti, pizzerie, pub, bar e pasticcerie, pescherie, fiorai, grandi magazzini, super e ipermercati ma anche farmacie e, su tutti, negozi di frutta e verdura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
