La Nuova Ferrara

Ferrara

il vangelo della domenica 

La festa cristiana della Sacra famiglia

di mons. IVANO CASAROLI

Dio si è fatto uomo e come ognuno di noi ha una famiglia; oggi – da poco l’abbiamo visto nel presepe con Maria e Giuseppe e ora i suoi genitori, secondo compiono un gesto di gratitudine a Dio per il...

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Dio si è fatto uomo e come ognuno di noi ha una famiglia; oggi – da poco l’abbiamo visto nel presepe con Maria e Giuseppe e ora i suoi genitori, secondo compiono un gesto di gratitudine a Dio per il figlio ricevuto. Ogni figlio infatti anche quando voluto e cercato è sempre un dono: viene nel seno della madre.

«La Bibbia è popolata da famiglie, da generazioni, da storie di amore e di crisi familiari» e in questa domenica ascolteremo la fatica di Abramo proprio rispetto alla famiglia sulla quale si fondava la benedizione di Dio, la storia di Maria e Giuseppe che vanno al Tempio e la riflessione dell’autore della lettera agli Ebrei che riflette sulla fede proprio a partire da Abramo.

La vita di ognuno – la vita di ogni famiglia – ha bisogno per essere vissuta – prima ancora che capita – della fede; ciò che infatti muove il cuore dell’uomo è più ciò che non si vede che ciò che si vede: «Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco» e Simeone vede nel bambino di Maria e Giuseppe «la salvezza e la luce» per Israele e per tutti i popoli. Maria e Giuseppe ascoltano ed entrano, anche loro con la delicatezza con cui si entra in casa d’altri, nel segreto di quel bambino che per quasi tutti è invisibile. È sempre vero anche per noi – credenti e non credenti – che in mezzo a noi c’è uno che non conosciamo, che ancora non conosciamo. Fin dai primo giorni di vita Gesù sembra portare in sé un segreto che è un regalo per tutti, ma che gusteranno solo coloro che lo seguiranno. La famiglia come il primo ambiente in cui si impara a seguire Gesù, in cui si diventa tutti suoi discepoli. In che cosa? Nelle infinite varianti dell’amore; per che cosa? Per costruire la casa sulla roccia. Da sempre l’amore è attraversato dal male e dal dolore: “una spada ti trafiggerà l’anima”; un dolore che spesso è logoramento delle relazioni, è scelta di potere piuttosto che di fiducia. Le relazioni sono il grande tesoro nascosto che tutti cerchiamo e che troppo spesso, impazienti, vogliamo che ci sia portato tra le mani. In questi anni ho più volte incontrato persone – mogli soprattutto – che assistevano mariti gravemente malati e ho visto ogni giorno che dal tesoro accumulato nel loro cuore tirar fuori «cose vecchie e cose nuove»: come Abramo una speranza tenace e come Maria la forza del dedicarsi. Anche per me è stato come bello poter sedermi a questa scuola della tenerezza totalmente gratuita e irrigata anche da molte lacrime ma mai scoraggiata. E oggi terminato di leggere il vangelo ho pensato alle molte madri e mogli che terminato il loro compito se ne sono tornate a casa per ricominciare ad aver cura.



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