ultimatum della regione
Partecipanza, senza l’ok al bilancio arriva il commissario
CENTO. Ultimatum della Regione al consiglio della Partecipanza agraria di Cento. Dimissioni non valide, e tempo fino al 10 gennaio per riconvocare il consiglio, e approvare il bilancio 2018. L'alterna...
2 MINUTI DI LETTURA
CENTO. Ultimatum della Regione al consiglio della Partecipanza agraria di Cento. Dimissioni non valide, e tempo fino al 10 gennaio per riconvocare il consiglio, e approvare il bilancio 2018. L'alternativa, ormai sempre più concreta, il commissariamento.
Con una lettera esposto, la Regione interviene sulle modalità di gestione della Partecipanza centese. Il presidente Bonaccini detta così al consiglio, l'agenda agli adempimenti da portare a termine. Prendendo atto dell'esito della seduta del 21 dicembre in cui il presidente Tassinari ha omesso di porre in discussione i temi all'odg, Bonaccini scrive: «Dimissioni prive di efficacia in quanto non previste all'odg, né poste in discussione. Il presidente e la magistratura sono tuttora in carica e nessuna deliberazione è stata adottata, né risulta convocata altra seduta. Pertanto l'ente risulta non aver approvato nei tempi previsti dallo Statuto il bilancio di previsione».
Da qui, i presupposti per l'avvio della procedura di controllo sostitutivo. Inoltre, scrive il presidente della Regione, «si diffida il consiglio ad adottare la deliberazione di approvazione del bilancio preventivo 2018 entro massimo 20 giorni dal 21 dicembre. In mancanza, la Regione procederà alla nomina del commissario per l'adozione dell'atto, lo scioglimento degli organi dell'ente e contestuale nomina di un commissario per la provvisoria gestione fino a nuove elezioni». Tempi strettissimi quindi, quelli imposti dalla Regione, per arrivare alla riconvocazione del consiglio e all'approvazione del previsionale.
Puntando il dito contro «le inadempienze e responsabilità del presidente Aproniano Tassinari, il gruppo di Partecipanza Attiva – spiega il portavoce Marco Rabboni – è comunque all'opera per tentare di superare l'impasse. Diversi gli incontri in corso. Tuttavia alla luce di quanto scrive la Regione, i margini di manovra per una nuova maggioranza sono molto limitati. Difficile trovare una soluzione davanti ad una situazione ormai cristallizzata. A questo punto forse, è meglio attendere l'arrivo del commissario che metta chiarezza e garantisca una gestione lineare, fuori dai giochi politici e di potere, a scapito della Partecipanza stessa». (b.b.)
Con una lettera esposto, la Regione interviene sulle modalità di gestione della Partecipanza centese. Il presidente Bonaccini detta così al consiglio, l'agenda agli adempimenti da portare a termine. Prendendo atto dell'esito della seduta del 21 dicembre in cui il presidente Tassinari ha omesso di porre in discussione i temi all'odg, Bonaccini scrive: «Dimissioni prive di efficacia in quanto non previste all'odg, né poste in discussione. Il presidente e la magistratura sono tuttora in carica e nessuna deliberazione è stata adottata, né risulta convocata altra seduta. Pertanto l'ente risulta non aver approvato nei tempi previsti dallo Statuto il bilancio di previsione».
Da qui, i presupposti per l'avvio della procedura di controllo sostitutivo. Inoltre, scrive il presidente della Regione, «si diffida il consiglio ad adottare la deliberazione di approvazione del bilancio preventivo 2018 entro massimo 20 giorni dal 21 dicembre. In mancanza, la Regione procederà alla nomina del commissario per l'adozione dell'atto, lo scioglimento degli organi dell'ente e contestuale nomina di un commissario per la provvisoria gestione fino a nuove elezioni». Tempi strettissimi quindi, quelli imposti dalla Regione, per arrivare alla riconvocazione del consiglio e all'approvazione del previsionale.
Puntando il dito contro «le inadempienze e responsabilità del presidente Aproniano Tassinari, il gruppo di Partecipanza Attiva – spiega il portavoce Marco Rabboni – è comunque all'opera per tentare di superare l'impasse. Diversi gli incontri in corso. Tuttavia alla luce di quanto scrive la Regione, i margini di manovra per una nuova maggioranza sono molto limitati. Difficile trovare una soluzione davanti ad una situazione ormai cristallizzata. A questo punto forse, è meglio attendere l'arrivo del commissario che metta chiarezza e garantisca una gestione lineare, fuori dai giochi politici e di potere, a scapito della Partecipanza stessa». (b.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
