«Per vincere le sfide serve l’unità del mondo agricolo»
Calderoni (presidente Cia) punta a un nuovo mandato Avviata la fase congressuale con le assemblee territoriali
2 MINUTI DI LETTURA
Da qualche settimana è iniziato il percorso aperto agli associati regolarmente iscritti, che porterà al rinnovo delle cariche di Cia – Agricoltori Italiani a tutti i livelli, da quello provinciale al nazionale. Il tema scelto per questa importante e delicata fase istituzionale, che coinvolge nel ferrarese oltre 1.200 aziende, è “Innovare per un futuro sostenibile”, una frase che racchiude i principali obiettivi dell’associazione per i prossimi anni.
L’iter congressuale è iniziato prima di Natale su tutto il territorio di Ferrara con una serie di assemblee territoriali nel corso delle quali sono state discusse e approfondite delle linee programmatiche, necessarie per affrontare in maniera coesa le sfide e i cambiamenti del settore che sono sempre più numerosi. Una serie di assemblee territoriali che sono state partecipate
Agli incontri seguirà l’assemblea elettiva provinciale - il prossimo 22 gennaio 2018 presso la Camera di Commercio di Ferrara - nel corso della quale verranno eletti presidente e vicepresidente, che avranno il compito di guidare l’associazione per i prossimi quattro anni, in un momento certamente complesso per il mondo agricolo.
Candidato alla guida alla guida di Cia Ferrara per il 2018-2021 il presidente uscente Stefano Calderoni, subentrato a Lorenzo Boldrini nel 2015 e rimasto al vertice dell’associazione al momento per soli tre anni.
«L’agricoltura – spiega il candidato alla presidenza di Cia – si trova a dover affrontare complessi scenari a livello di economia non solo territoriale e italiana, ma mondiale. Mercati fuori controllo, riduzione della superficie agricola, cambiamenti climatici e inaridimento del suolo sono fattori che stanno condizionando il lavoro e il reddito dei produttori, modificando il valore stesso dei prodotti agroalimentari».
«Ci troviamo - dice - di fronte a un paradosso: da un lato gli agricoltori giocano un ruolo essenziale per la lotta alla fame e la salvaguardia del suolo, in un contesto di agricoltura “circolare” e sostenibile; dall’altro non è possibile pensare a questo tipo di agricoltura se i prodotti agricoli vengono “svalutati” e non c’è, dunque, un aumento di produttività e di reddito agricolo. Problemi grandi, concreti e spesso al di fuori della nostra portata, soprattutto se agiamo in ordine sparso per affrontarli».
«Vorrei – continua Calderoni – che durante questa fase congressuale fosse chiaro un punto di partenza fondamentale, diventato ormai imprescindibile: per superare le difficili sfide del settore serve l’unità del mondo agricolo. A questo voglio puntare se sarò scelto come guida di Cia - conclude il presidente - perché senza coesione e obiettivi condivisi, rischiamo di rimanere al palo e finire per disperdere quel patrimonio dal valore inestimabile che è l’agroalimentare italiano».
Andrea Tebaldi
L’iter congressuale è iniziato prima di Natale su tutto il territorio di Ferrara con una serie di assemblee territoriali nel corso delle quali sono state discusse e approfondite delle linee programmatiche, necessarie per affrontare in maniera coesa le sfide e i cambiamenti del settore che sono sempre più numerosi. Una serie di assemblee territoriali che sono state partecipate
Agli incontri seguirà l’assemblea elettiva provinciale - il prossimo 22 gennaio 2018 presso la Camera di Commercio di Ferrara - nel corso della quale verranno eletti presidente e vicepresidente, che avranno il compito di guidare l’associazione per i prossimi quattro anni, in un momento certamente complesso per il mondo agricolo.
Candidato alla guida alla guida di Cia Ferrara per il 2018-2021 il presidente uscente Stefano Calderoni, subentrato a Lorenzo Boldrini nel 2015 e rimasto al vertice dell’associazione al momento per soli tre anni.
«L’agricoltura – spiega il candidato alla presidenza di Cia – si trova a dover affrontare complessi scenari a livello di economia non solo territoriale e italiana, ma mondiale. Mercati fuori controllo, riduzione della superficie agricola, cambiamenti climatici e inaridimento del suolo sono fattori che stanno condizionando il lavoro e il reddito dei produttori, modificando il valore stesso dei prodotti agroalimentari».
«Ci troviamo - dice - di fronte a un paradosso: da un lato gli agricoltori giocano un ruolo essenziale per la lotta alla fame e la salvaguardia del suolo, in un contesto di agricoltura “circolare” e sostenibile; dall’altro non è possibile pensare a questo tipo di agricoltura se i prodotti agricoli vengono “svalutati” e non c’è, dunque, un aumento di produttività e di reddito agricolo. Problemi grandi, concreti e spesso al di fuori della nostra portata, soprattutto se agiamo in ordine sparso per affrontarli».
«Vorrei – continua Calderoni – che durante questa fase congressuale fosse chiaro un punto di partenza fondamentale, diventato ormai imprescindibile: per superare le difficili sfide del settore serve l’unità del mondo agricolo. A questo voglio puntare se sarò scelto come guida di Cia - conclude il presidente - perché senza coesione e obiettivi condivisi, rischiamo di rimanere al palo e finire per disperdere quel patrimonio dal valore inestimabile che è l’agroalimentare italiano».
Andrea Tebaldi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
