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capodanno di sangue

Accoltellato nel centro di accoglienza

Accoltellato nel centro di accoglienza

In ospedale giovane nigeriano: fa da paciere e viene colpito da connazionale. Che viene arrestato per tentato omicidio

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FERRARA. Voleva far da paciere, tra i ragazzi nigeriani ospitati nella struttura di accoglienza la Spagnolina di Porporana, che stavano preparandosi a festeggiare il Capodanno e che avevano iniziato a litigare per nulla, banalità, addirittura il troppo rumore, nella serata dell’ultimo dell’anno. Lui, Kaiode, 19 anni, non ha fatto in tempo a schivare i fendenti che Innocent, 30 anni, aveva mulinato in aria, colpendolo tre volte, prima al fianco e poi in profondità ai polmoni: ora Kaiode è ricoverato al Sant’Anna di Cona, in prognosi riservata - di cautela - spiegano gli inquirenti e il gestore della struttura Antonio Calzavara, poiché sta meglio, sta bene, parla, è cosciente. L’altro, l’accoltellatore invece è in carcere, arrestato subito dalla polizia per lesioni e tentato omicidio (reati contestati dal pm di turno Ciro Alberto Savino) e ora dovrà essere valutata dal giudice alla convalida (da fissare da domani) e che dovrà confermare o meno la custodia (se carcere o domiciliari) e soprattutto il titolo di reato, il tentato omicidio. Situazione che tuttavia aprirà anche la procedura di espulsione dal progetto di accoglienza di Innocent, il ragazzo accoltellatore, «valutazioni che si dovranno fare, necessarie e chiaramente uscirà dal progetto», spiegava proprio il gestore della struttura e del progetto, Antonio Calzavara. Sottolineando e ammettendo di non essere riusciti a disinnescare in tempo questo momento di difficoltà, imprevedibile, comunque.

«La persona che ha accoltellato l’altro ragazzo, entrambi nigeriani, da tempo ci ha dato problemi - spiegava ieri a Porporana lo stesso Calzavara - è un anno e mezzo che è qui e ricordo che la prima volta che arrivò fu necessario l’intervento delle forze dell’ordine per calmarlo. Mentre, l’altro ragazzo, ferito, è dall’inizio dell’anno con noi, ed è diventato un esempio per tutti. Perché è l’altra faccia di questa situazione - sottolinea Calzavara -: l’altro, Kaoide, aveva cercato di mediare la lite, da sempre esempio per tutti quelli accolti qui da noi e di massima integrazione visto che è uno dei pochi che lavora in una officina meccanica con buoni risultati». Proprio lui, Kaiode, nella notte di Capodanno stava festeggiando assieme a tutti nella Spagnolina. Da una parte un po’ di alcol in più del dovuto, dall’altra litigi senza perché che si innescano: alcuni nigeriani cominciano a bisticciare sul rumore, uno che dice «ma sei matto!» all’altro. Arriva Innocent che prende le difese di chi è stato redarguito, e impugna il coltello da bistecca che è sul tavolo. Lo brandisce, mentre Kaiode invita tutti a calmarsi. Non ci riesce: tre fendenti lo colpiscono. Per gli inquirenti è tentato omicidio: Innocent è in carcere, Kaiode in ospedale: non è in pericolo di vita, ne avrà per 4/5 giorni.

Daniele Predieri
 

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