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La lista Fare Insieme: «Non c’è dialogo sul Centro civico»

La lista Fare Insieme: «Non c’è dialogo sul Centro civico»

SAN CARLO. Il nuovo Centro civico di San Carlo, edificio “strategico” nuovo di zecca che sta per essere completato, sta aprendo una netta divisione tra maggioranza e opposizione a Terre del Reno. L’am...

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SAN CARLO. Il nuovo Centro civico di San Carlo, edificio “strategico” nuovo di zecca che sta per essere completato, sta aprendo una netta divisione tra maggioranza e opposizione a Terre del Reno. L’amministrazione, guidata dal sindaco Roberto Lodi, ha deciso di destinare il luogo a polizia municipale, protezione civile, più un ambulatorio per la medicina di base. I consiglieri di opposizione, come dimostrato dall’ultimo consiglio comunale, si sono detti piuttosto contrari a questa distribuzione degli spazi. Simone Tassinari del gruppo Fare Insieme ha voluto ribadire il suo pensiero sulla questione, rincarando la dose di malcontento, specialmente perché in origine, stando a quanto detto dal capogruppo di opposizione, il nuovo centro doveva ospitare anche alcune sedi di associazioni ed uno spazio di ritrovo per i cittadini.

«Durante il consiglio - ha spiegato Tassinari - abbiamo chiesto conto di scelte che non ci convincono, ma ci sono state fornite risposte vaghe e poco pertinenti. La perplessità maggiore riguardava l’ambulatorio: perché destinare uno spazio pubblico ad un medico di base, in un paese come San Carlo che presenta numerosi edifici privati sfitti?».

Oltre a questi dubbi, Tassinari ha voluto anche fare un ragionamento sulle dimensioni del nuovo edificio: «Il sindaco ha deciso di destinare 7 uffici e 3 bagni alla protezione civile, 8 uffici e 2 bagni alla polizia municipale e l’uso di tutti i garage sotterranei come luogo per i mezzi delle due suddette entità. Possibile che in un luogo così ampio non si riescano a destinare 3 stanze ad uso civico come abbiamo proposto in consiglio comunale? Le nostre proposte sono state rigettate con sufficienza, con giustificazioni campate in aria che nascondono pressapochismo. A nostro parere il dibattito che poteva essere un momento nel quale trovare una soluzione di buonsenso, a favore di tutti i cittadini, è stato gestito con arroganza e nessuna volontà di collaborare».

Samuele Melloni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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