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Upim al posto della Coin Irritazione in Comune

Upim al posto della Coin Irritazione in Comune

In via Cortevecchia arriva lo storico marchio, dieci commesse da ricollocare. L’assessore Serra: nessun contatto, mi aspettavo più attenzione per la città

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FERRARA. Sarà Upim a prendere il posto della Coin che chiude il 14 gennaio. La notizia è stata diffusa all’interno dello stesso negozio di via Cortevecchia nei giorni precedenti a Capodanno, e fa il paio con la dinamica gestione che il gruppo veneto sta portando avanti in altre città, ma non ha ancora trovato una conferma ufficiale da parte della dirigenza Coin. E questa circostanza ha provocato l’irritazione dell’amministrazione comunale, «da tempo cerchiamo un contatto diretto con i vertici dell’azienda senza avere risposta - esprime amarezza l’assessore al Commercio, Roberto Serra - Comprendo le esigenze di un passaggio societario delicato e delle trattative in corso, mi sarei però aspettato che la città venisse tenuta al corrente di quanto succede ad una realtà commerciale così importante».

Lo schema applicato a via Cortevecchia dovrebbe essere comunque quello già ufficializzato dal gruppo Coin a Sanremo. Anche lì il negozio in centro chiude i battenti il 14 gennaio e riaprirà, in quel caso, all’inizio di marzo, appunto con il marchio Upim. Le trattative si sono svolte in “famiglia”, in quanto Upim fa parte del gruppo Ovs, che nasce proprio da una costola del colosso veneziano. L’acquisizione di Upim risale al 2010 e oggi il marchio «si posiziona nel segmento value del mercato dei prodotti di abbigliamento per donna, uomo e bambino in Italia e si rivolge principalmente alla famiglia», recita la presentazione on line del gruppo. Non è dato al momento sapere se il ritorno in centro dello storico marchio comporti il trasferimento del negozio di zona Diamantina, oppure una seconda apertura.

La sorte del personale impiegato nel punto vendita di via Cortevecchia è definita solo parzialmente. Risulta infatti che vi siano garanzie di rioccupazione per i dipendenti diretti Coin, una dozzina, mentre si cerca una ricollocazione per gli addetti dei marchi “ospiti”, visto che Upim non proseguirà nella strategia di lasciare spazio ad altri marchi di abbigliamento. Si tratta di una decina di commesse, che dipendono direttamente dalle aziende “ospitate” nel negozio, e per i quali sono in corso trattative e conciliazioni individuali. Tra di loro vi sono anche tre ragazze incinte, che non sono nelle condizioni di trasferirsi in altre città, tipo Verona. Altre hanno invece accettato trasferimenti anche a medio raggio, come Padova, ma le trattative stanno andando avanti per definire i dettagli.

Stefano Ciervo

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