OSTELLATO
«Noi sindaci baluardo anti crisi»
Marchi traccia un bilancio dei suoi nove anni da primo cittadino
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OSTELLATO. Correva l’anno 2009. Andrea Marchi – dopo i cinque anni trascorsi come presidente del consiglio comunale durante il mandato di Paolo Calvano – s’insediava come primo cittadino ostellatese. Da quel momento in poi è iniziato l’intenso lavoro di amministrazione, proseguito grazie alla riconferma per il secondo mandato che si chiuderà nella primavera 2019.
Questo sarà dunque l’ultimo anno vissuto per intero da sindaco di Ostellato, per l’amministratore classe 1975. «Personalmente – commenta Marchi – affronterò il tempo rimanente del mio mandato e quest’ultimo anno per intero con lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato quest’esperienza e i precedenti anni vissuti tutti in maniera molto intensa. Non avrò il senso di abbandono, ma decisione, energia e passione per quello che si fa quotidianamente».
Anni molto intensi, spiega il sindaco - segnati «dall’inizio in Italia della profonda crisi economica e finanziaria, che poi è riverberata in una crisi sociale non di poco conto. Credo di poter dire che i sindaci, in qualche modo, siano stati il baluardo della tenuta sociale per i territori e i punti di riferimento per cittadini non solo dal punto di vista economico ma anche dallo smarrimento globale di quegli anni difficili in cui, va ricordato, è esploso anche il conflitto di fiducia tra lo Stato italiano e gli enti locali. Ho sempre detto in più occasioni che gli anni scorsi sono stati periodi in cui il secolare patto tra Stato ed enti locali si era rotto», per i continui tagli dello Stato agli enti locali.
Gli ultimi anni, prosegue Marchi, si sono rivelati «migliori sotto questo profilo di recupero del rapporto tra Stato ed enti e di conseguenza si è avuta una maggiore possibilità di far qualcosa in più a livello di investimenti».
Per il sindaco un duplice mandato «arricchente sotto il profilo umano e quello dell’esperienza maturata. Ho avuto impressione e sensazione di avere rispetto e apprezzamento da parte di cittadini a cui io devo molto sotto il profilo della carica umana. Affrontare il 2018 con lo stesso entusiasmo di sempre è un dovere, un atteggiamento dovuto e un onore nei confronti della comunità».
Questo sarà dunque l’ultimo anno vissuto per intero da sindaco di Ostellato, per l’amministratore classe 1975. «Personalmente – commenta Marchi – affronterò il tempo rimanente del mio mandato e quest’ultimo anno per intero con lo stesso entusiasmo che ha caratterizzato quest’esperienza e i precedenti anni vissuti tutti in maniera molto intensa. Non avrò il senso di abbandono, ma decisione, energia e passione per quello che si fa quotidianamente».
Anni molto intensi, spiega il sindaco - segnati «dall’inizio in Italia della profonda crisi economica e finanziaria, che poi è riverberata in una crisi sociale non di poco conto. Credo di poter dire che i sindaci, in qualche modo, siano stati il baluardo della tenuta sociale per i territori e i punti di riferimento per cittadini non solo dal punto di vista economico ma anche dallo smarrimento globale di quegli anni difficili in cui, va ricordato, è esploso anche il conflitto di fiducia tra lo Stato italiano e gli enti locali. Ho sempre detto in più occasioni che gli anni scorsi sono stati periodi in cui il secolare patto tra Stato ed enti locali si era rotto», per i continui tagli dello Stato agli enti locali.
Gli ultimi anni, prosegue Marchi, si sono rivelati «migliori sotto questo profilo di recupero del rapporto tra Stato ed enti e di conseguenza si è avuta una maggiore possibilità di far qualcosa in più a livello di investimenti».
Per il sindaco un duplice mandato «arricchente sotto il profilo umano e quello dell’esperienza maturata. Ho avuto impressione e sensazione di avere rispetto e apprezzamento da parte di cittadini a cui io devo molto sotto il profilo della carica umana. Affrontare il 2018 con lo stesso entusiasmo di sempre è un dovere, un atteggiamento dovuto e un onore nei confronti della comunità».
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