stato di agitazione
«Vigili senza mensa né buoni»
Il sindacato Conapo: è così dall’inizio dell’anno nelle sedi periferiche
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Scatta la protesta tra i Vigili del fuoco di Ferrara per il problema relativo alla mensa di servizio. A farsene portavoce è il sindacato Conapo, che ha proclamato lo stato di agitazione a livello provinciale a causa della situazione creata nei distaccamenti di Cento, Portomaggiore, Codigoro e Comacchio dalla chiusura del servizio mensa interno, non ancora sostituito dai buoni pasto. «La inevitabile conseguenza è stata che nei giorni 1 e 2 gennaio nei gurni diurni e notturni i vigili del fuoco sono rimasti senza cibo a pranzo e cena» c’è scritto nella nota firmata dal segretario provinciale Paolo Franzoso, che ha sollecitato il Comando di Ferrara a trovare una soluzione. «È un fatto che ha dell’incredibile - tuona Franzoso - I pompieri infatti svolgono turni continuativi di 12 ore ed è del tutto sconveniente rimanere senza mangiare. Non pretendiamo pasti luculliani, per i vigili del fuoco è previsto un vero e proprio obbligo ministeriale di assumere un quantitativo minimo di calorie durante il turno di servizio, proprio per poter assicurare un pronto intervento».
A partire dall’1 gennaio il servizio di mensa è rimasto solo nel comando provinciale di Ferrara, peraltro gestito da una nuova ditta, mentre nelle sedi periferiche avrebbero dovuto subentrare buoni pasto o il catering vincolato (pasto preparato altrove e portato in caserma confezionato e cotto). Secondo il Conapo, però, «il personale non ha ricevuto, nonostante l’insistente richiesta da parte dei sindacati, alcuna indicazione sulle modalità di svolgimento ed attuazione del servizio, né tantomeno fisicamente alcun buono pasto. Siamo onorati di essere considerati eroi dai cittadini - conclude Franzoso - ma abbiamo bisogno come tutti di mangiare».
A partire dall’1 gennaio il servizio di mensa è rimasto solo nel comando provinciale di Ferrara, peraltro gestito da una nuova ditta, mentre nelle sedi periferiche avrebbero dovuto subentrare buoni pasto o il catering vincolato (pasto preparato altrove e portato in caserma confezionato e cotto). Secondo il Conapo, però, «il personale non ha ricevuto, nonostante l’insistente richiesta da parte dei sindacati, alcuna indicazione sulle modalità di svolgimento ed attuazione del servizio, né tantomeno fisicamente alcun buono pasto. Siamo onorati di essere considerati eroi dai cittadini - conclude Franzoso - ma abbiamo bisogno come tutti di mangiare».
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